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di Fabio Buffa
L’inganno del gioco d’azzardo si consuma nel silenzio delle nostre case, tra gli schermi degli smartphone e le luci intermittenti delle sale scommesse: come tutti gli inganni, inizialmente è eccitazione e certezza di saper comunque domare questa “bestia”, assetata di denaro e affamata di sfida, illusoria. Proprio per questo il gioco d’azzardo rappresenta una minaccia invisibile ma devastante, che oggi ha assunto i contorni di una vera e propria epidemia sociale.
Attorno al gioco patologico, negli ultimi anni è cresciuta una preoccupazione sempre più profonda, soprattutto nei confronti dei giovani e degli adolescenti, una fascia d’età estremamente vulnerabile in cui i campanelli d’allarme rimangono spesso invisibili agli occhi dei genitori finché la situazione non precipita.
Per i ragazzi è fondamentale prestare massima attenzione ai primi segnali di cambiamento, a partire da un’improvvisa e ingiustificata segretezza riguardo all’uso del telefono o del computer e la creazione di un muro comportamentale, tanto invisibile quanto preoccupante.
La persona in preda al gioco d’zzardo, giovane o adulta che sia, inizia a dimostrare alterazione nella percezione del valore dato al denaro. Nei più giovani si manifesta con continue e insistenti richieste di paghette extra, piccoli prestiti chiesti con scuse banali (come l’acquisto di libri o uscite con amici), fino ad arrivare a misteriose sparizioni di contanti in casa o alla vendita di oggetti personali di valore.
Stessa cosa vale per gli adulti, che hanno dalla loro (magari) una indipendenza economica grazie al lavoro, che ben presto, a causa del gioco, viene messa in serio pericolo.
Anche l’umore subisce oscillazioni repentine e apparentemente immotivate: i ragazzi diventano ansiosi, irritabili, manifestano scatti d’ira improvvisi e una forte insonnia notturna, spesso causata dal fatto che continuano a scommettere di nascosto al buio nelle ore in cui dovrebbero riposare. Rimaniamo sui giovani: a livello sociale e scolastico, la dipendenza si traduce in un calo immediato dei voti, nell’abbandono degli sport o dei passatempi preferiti e in un progressivo isolamento dagli amici, sostituiti talvolta da nuove frequentazioni legate al mondo delle scommesse o dei giochi online.
I giovani vengono attirati dalla facilità d’accesso delle piattaforme digitali, che trasformano le scommesse sportive, i casinò virtuali e i pacchetti a pagamento dei videogiochi, in un passatempo quotidiano a portata di click. Un passatempo, spesso, a cui non riesci più a rinunciare.
Allo stesso tempo, la piaga travolge gli adulti e i padri di famiglia che vedono svanire i risparmi di una vita, stipendi e patrimoni interi, nel tentativo disperato di inseguire una vincita o di recuperare il denaro perduto, scivolando in un vortice di debiti che sacrifica l’equilibrio economico e la stabilità emotiva dei partner e dei figli.
L’aspetto più pericoloso dell’azzardo risiede proprio nella sua natura subdola, poiché si insinua nella quotidianità travestito da innocuo intrattenimento per poi trasformarsi in una ludopatia, una dipendenza patologica vera e propria, che spinge la persona a nascondersi dietro un muro di bugie e vergogna.
Affrontare questo dramma richiede un coraggio immenso, a partire dal nucleo familiare che, non appena nota questi comportamenti insoliti nei figli, deve trovare la forza di rompere il silenzio, affrontando il problema con fermezza ma senza giudicare: il segretro è costringere il giocatore a guardare in faccia la realtà.
Uscirne è assolutamente possibile, ma non ci si può affidare alla semplice buona volontà, essendo fondamentale richiedere l’intervento dei professionisti del settore rivolgendosi ai SerD, i servizi pubblici e gratuiti per le dipendenze messi a disposizione dalle ASL, oppure frequentando i gruppi di mutuo aiuto come i Giocatori Anonimi, dove il confronto con altre esperienze abbatte il senso di isolamento.
Parallelamente, è indispensabile adottare misure pratiche immediate per blindare l’economia della famiglia, come l’affidamento della gestione finanziaria a un parente di fiducia, l’attivazione dei sistemi di blocco e autoesclusione dai siti di gioco sia sui telefoni dei ragazzi che sui dispositivi di casa, avviando contemporaneamente un percorso di terapia volto a ricostruire i legami affettivi spezzati e a sostituire il tempo prima divorato dall’azzardo con nuove attività sane, passioni e momenti di autentica condivisione.