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di Mario Cardone – www.napolisera.it
Il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate lancia un ultimatum: trenta giorni per completare l’iter regionale. A rischio le attività delle agenzie formative e le opportunità professionali di tanti cittadini.
La nuova figura dell’assistente infermiere è già riconosciuta dal quadro normativo nazionale, ma in Campania il percorso formativo non riesce ancora a decollare.
A sollevare nuovamente il problema è il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, che chiede alla Regione Campania di intervenire per completare gli adempimenti necessari all’avvio dei corsi.
Il Movimento ha fissato anche una scadenza: trenta giorni per adottare il provvedimento attuativo collegato alla DGR n. 543 del 6 agosto 2025.
La questione riguarda direttamente gli enti di formazione accreditati, ma ha una ricaduta più ampia sul piano sociale e occupazionale. Sono infatti numerosi i cittadini che potrebbero guardare a questa nuova qualifica come a un’occasione di formazione e di ingresso nel settore sanitario e socio-sanitario.
Una procedura nazionale già definita
Il percorso dell’assistente infermiere non nasce da un’iniziativa esclusivamente regionale. Il profilo è stato definito nell’ambito dell’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024 e successivamente recepito con il DPCM del 28 febbraio 2025.
La nuova figura ha trovato spazio anche nel CCNL del Comparto Sanità 2022-2024, all’interno dell’Area degli assistenti dei profili del ruolo socio-sanitario.
In Campania il recepimento dell’Accordo è arrivato con la DGR 543/2025, che ha previsto la possibilità per le agenzie formative già accreditate di organizzare i relativi percorsi.
Il passaggio decisivo, però, sarebbe rimasto incompleto.
Cosa manca per partire
Per rendere effettivamente operativa la formazione occorre completare una serie di adempimenti regionali.
Tra questi rientrano la definizione dello standard professionale e formativo di dettaglio, l’inserimento della qualifica nel Repertorio Regionale dei Titoli e delle Qualificazioni e la possibilità di procedere con la generazione del Codice Unico Percorso attraverso la piattaforma SILF Monitoraggio.
Secondo il Movimento, senza questi passaggi le agenzie formative non dispongono degli strumenti necessari per avviare regolarmente i corsi.
Una situazione che diventa ancora più delicata considerando che, secondo quanto denunciato dalle scuole, dal luglio 2025 i precedenti profili di OSS e OSSS risultano oscurati nel Repertorio regionale.
Troisi: «Non è una richiesta di favore»
Il Segretario Politico del Movimento, Nicola Troisi, contesta apertamente i tempi dell’amministrazione regionale.
La posizione dell’organizzazione è che non si stia chiedendo alla Regione di introdurre una nuova misura, ma semplicemente di completare un procedimento già avviato con una propria deliberazione.
Il ritardo, secondo Troisi, crea una contraddizione evidente: da un lato il sistema sanitario manifesta la necessità di nuove professionalità, dall’altro chi vorrebbe acquisire la qualifica non trova ancora in Campania un percorso formativo concretamente attivabile.
Il problema coinvolge quindi contemporaneamente formazione, occupazione e servizi alla persona.
Le agenzie formative chiedono certezze
A pagare le conseguenze dello stallo non sarebbero soltanto gli aspiranti assistenti infermieri.
Le agenzie formative accreditate devono infatti programmare docenze, strutture, calendari e iscrizioni. L’incertezza sull’effettiva possibilità di avviare i corsi rende più difficile pianificare le attività e può generare ripercussioni anche sul piano economico e organizzativo.
Il Movimento chiede per questo alla Regione l’apertura di un confronto tecnico con gli enti di formazione, mettendo a disposizione la propria collaborazione per arrivare rapidamente alla soluzione dei problemi ancora aperti.
Anche il portale SILF segnala lo stallo
Nel quadro denunciato dalle scuole assume particolare rilievo anche un precedente avviso pubblicato sul portale regionale SILF.
La comunicazione regionale avrebbe evidenziato che alla DGR del 2025 non era seguito il provvedimento attuativo necessario per rendere concretamente attivabili i percorsi.
In assenza di questo passaggio, la stessa amministrazione avrebbe invitato a non fornire agli utenti indicazioni che potrebbero risultare premature o potenzialmente fuorvianti.
Per il Movimento si tratta di un’ulteriore conferma della necessità di chiudere rapidamente l’iter.
Trenta giorni per evitare nuove iniziative
La richiesta delle scuole di formazione è dunque accompagnata da un vero e proprio ultimatum.
Entro trenta giorni la Regione dovrebbe adottare il provvedimento necessario a sbloccare la formazione dell’assistente infermiere.
In caso contrario, il Movimento annuncia che prenderà in considerazione ulteriori iniziative per tutelare sia le agenzie accreditate sia i cittadini interessati alla nuova qualifica.
Resta comunque la disponibilità al confronto istituzionale. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una soluzione tecnica che permetta di trasformare una qualifica già riconosciuta a livello nazionale in una concreta opportunità formativa anche per i cittadini campani.
Una partita che riguarda, quindi, non soltanto la burocrazia regionale, ma anche il diritto alla formazione, le prospettive occupazionali e la disponibilità di nuove professionalità per il sistema socio-sanitario campano.