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Roma, 29 dicembre 2025 – Le persone con disabilità motoria continuano a subire il maggior numero di discriminazioni in Italia, non solo sul lavoro o negli spazi pubblici, ma anche nelle relazioni personali e affettive, spesso invisibili agli occhi della società.
Secondo il Report ANMIC 2016‑2023, il 41% delle segnalazioni riguarda persone con disabilità motoria, contro il 24% di chi ha disabilità sensoriale. Molti raccontano difficoltà a instaurare amicizie, partecipare a eventi sociali o vivere relazioni sentimentali, a causa di stereotipi che li dipingono come fragili o dipendenti. La discriminazione nelle relazioni personali si manifesta con esclusioni quotidiane, giudizi impliciti e pregiudizi che isolano chi già affronta sfide fisiche significative.
Sul fronte lavorativo, nel 2023 il 23% delle segnalazioni riguarda ostacoli nell’accesso o nella permanenza in attività professionali. Dai processi di selezione alla mancanza di adeguamenti, le barriere limitano l’accesso a opportunità paritarie anche per chi ha un alto grado di invalidità riconosciuta.
La distribuzione territoriale mostra differenze significative: quasi la metà delle segnalazioni (48%) arriva dalle regioni del Sud, mentre Centro e Nord si fermano rispettivamente al 27% e al 25%.
Secondo uno studio del Consiglio regionale lombardo, le barriere non sono solo fisiche: la percezione di essere “diversi” influisce profondamente sulle relazioni personali, sull’inclusione sociale e sulla qualità della vita, con ricadute su autostima e benessere psicologico.
A livello europeo, l’Italia segue un trend simile: l’Eurobarometro 2023 evidenzia che oltre metà delle persone con disabilità percepisce discriminazioni nella vita quotidiana, comprese quelle nelle relazioni personali e affettive.
La recente riforma della disabilità, legata al PNRR, introduce il concetto di “progetto di vita” multidimensionale, ma il cambiamento culturale resta la sfida principale. Come sottolineano le associazioni, i diritti sanciti dalla legge devono tradursi in esperienze concrete, capaci di garantire piena inclusione nella società e nelle relazioni di tutti i giorni.