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Dal 14 marzo al 24 ottobre 2025, l’Istat avvia la terza edizione del Censimento permanente delle Istituzioni non profit, un’indagine triennale obbligatoria per legge che fotografa un settore chiave per l’economia e la società italiana. Oltre 60.000 realtà sono tenute a partecipare compilando il questionario online, contribuendo così a tracciare un quadro preciso del loro impatto sul territorio.

Un obbligo per una migliore conoscenza del settore

L’indagine, prevista dal programma dei Censimenti permanenti, rappresenta un adempimento obbligatorio per tutte le istituzioni non profit iscritte al Registro statistico. L’obiettivo è fornire dati aggiornati su dimensioni economiche, attività svolte, reti collaborative e rapporti con la pubblica amministrazione, oltre che su aspetti innovativi come digitalizzazione e valutazione d’impatto sociale.

Cosa chiede il censimento

Le precedenti edizioni hanno mostrato un settore in forte crescita. Quest’anno si approfondiranno:
– Attività principali e beneficiari (giovani, anziani, migranti)
– Risorse economiche e ruolo nel welfare
– Collaborazioni con enti pubblici e privati
– Innovazione tecnologica e sociale

Partecipazione obbligatoria e sanzioni

La compilazione del questionario, accessibile online, è un dovere previsto dalla legge. L’Istat ricorda che il mancato invio dei dati entro i termini stabiliti può comportare sanzioni. I dati raccolti saranno trattati in forma anonima e utilizzati esclusivamente per fini statistici.

“Questo censimento – spiega Maurizio Franzini, presidente Istat – è fondamentale per misurare il contributo del non profit al Paese. I risultati aiuteranno a costruire politiche più efficaci”.

Prossime scadenze

I primi risultati saranno disponibili nel 2026. L’Istat mette a disposizione un servizio di assistenza per supportare le organizzazioni nell’adempimento dell’obbligo.

Un appuntamento cruciale per valorizzare il ruolo del terzo settore, vero motore di solidarietà e innovazione nel nostro Paese.

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