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di Giuseppe Musto
SALERNO – È stato ufficialmente depositato il ricorso per Nicolò, il ragazzo autistico che da mesi si trova al centro di una controversia con la scuola, accusata di non rispettare le necessità educative del ragazzo. La vicenda, seguita con grande attenzione dai media e dalle associazioni, è diventata simbolo della mobilitazione civica con l’hashtag #iostoconnicolo.
A denunciare la situazione è la madre, Annarita Ruggiero, caregiver e tecnico specialistico, che accusa la scuola di voler adattare Nicolò “a seconda dei desiderata e degli umori dei docenti”. «Non permetterò che gli vengano spezzate le ali», afferma la donna, annunciando il deposito del ricorso.
Il caso ha raggiunto anche la Commissione Politiche Sociali del Comune di Salerno, dove il presidente e i consiglieri, su invito del vicepresidente Filomeno Di Popolo, hanno ascoltato la storia di Nicolò, tredicenne con autismo severo. Nicolò è stato premiato nel 2022 a Procida ed è autore dell’opera “Siamo ali della stessa farfalla”, attualmente esposta a Parigi dopo aver partecipato anche a Sanremo.
Nonostante anni di lavoro condiviso tra famiglia e specialisti e un buon inserimento scolastico, dall’11 settembre 2025 Nicolò manifesta segnali di grave malessere: crisi, disturbi del sonno, agitazione, regressione comportamentale, perdita di interesse per passioni come il calcio e i treni e marcata ansia da separazione. «Chi non segue le indicazioni specialistiche o non conosce profondamente l’autismo di Nicolò può fare solo danni», sottolinea la madre.
Sul piano strutturale, il Piano Educativo Individualizzato (PEI) prevede 36 ore di sostegno settimanali, ma il ragazzo ne riceve attualmente solo 18. Senza preavviso, inoltre, è stato sostituito il docente di sostegno di ruolo, già formato a spese del servizio sanitario e della famiglia, con un nuovo insegnante percepito da Nicolò come figura fonte di stress. La madre denuncia un approccio “da burocrata” della dirigente scolastica, che avrebbe anche segnalato il caso ai servizi sociali, senza prestare attenzione alle indicazioni dei tecnici che seguono il ragazzo.
La Commissione Politiche Sociali del Comune di Salerno ha assicurato di mantenere alta l’attenzione sul caso, cercando soluzioni non solo per Nicolò, ma per tutti i ragazzi che vivono situazioni analoghe, con l’obiettivo di garantire dignità, inclusione, integrazione, diritto allo studio e diritto alla salute.
Sul fronte familiare, la madre denuncia anche l’esistenza di una lettera anonima e di dinamiche interne che fanno temere un “Sistema Montalcini”, caratterizzato da continui cambi di personale, alleanze silenziose e decisioni ritenute dannose, che avrebbero contribuito a costruire un vero e proprio “Muro di Gomma” contro Nicolò.
«Non si può soffrire così, né a Salerno né altrove», conclude Annarita Ruggiero, ringraziando avvocati – in particolare l’avvocato Antonio Salerno – istituzioni, stampa, tv e associazioni che hanno sostenuto l’appello #iostoconnicolo.
La vicenda, ribadiscono la madre e i sostenitori, è tutt’altro che conclusa.