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L’Italia dell’inclusione cresce, ma resta divisa

ROMA – Passerelle fino alla battigia, sedie Job per entrare in acqua, servizi igienici accessibili, parcheggi dedicati e personale formato. L’estate 2026 conferma una tendenza positiva: il turismo balneare inclusivo continua a crescere lungo le coste italiane. Tuttavia l’offerta rimane ancora disomogenea, con forti differenze tra regioni e territori. Le migliori esperienze si concentrano nelle località che hanno investito da anni nell’accessibilità e nei Comuni aderenti ai circuiti del turismo inclusivo.

Liguria

Tra le regioni più attive figurano le località della Riviera di Ponente e di Levante. Spotorno, Loano, Finale Ligure, Alassio e Sanremo hanno progressivamente ampliato gli accessi senza barriere, mentre numerosi stabilimenti dispongono di sedie anfibie e percorsi dedicati.

Toscana

La Toscana si conferma tra le destinazioni più avanzate. Viareggio, Forte dei Marmi, Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia e San Vincenzo offrono diversi tratti di spiaggia accessibili. All’Isola d’Elba sono stati migliorati gli accessi in numerose baie attrezzate.

Emilia-Romagna

È considerata la regione leader dell’accessibilità balneare. Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria-Igea Marina e Cervia dispongono di stabilimenti completamente accessibili. A Cervia prosegue nel 2026 il progetto “Bagnino per Amico”, che offre assistenza specializzata, sedie da mare e accompagnamento in acqua.

Veneto

Jesolo, Caorle, Bibione e Rosolina Mare continuano a investire in spiagge inclusive con passerelle, punti di assistenza e attrezzature dedicate alle persone con mobilità ridotta.

Friuli Venezia Giulia

Lignano Sabbiadoro e Grado rappresentano i principali esempi di turismo accessibile dell’Alto Adriatico grazie a servizi integrati e percorsi privi di barriere.

Marche

Senigallia, Civitanova Marche, Porto Recanati e San Benedetto del Tronto hanno incrementato le aree attrezzate per persone con disabilità motorie e sensoriali.

Abruzzo

Montesilvano, Pescara, Giulianova e Alba Adriatica dispongono di stabilimenti accessibili e progetti dedicati all’inclusione in spiaggia.

Molise

Termoli resta il principale punto di riferimento regionale, con diversi accessi facilitati e servizi di supporto.

Lazio

Ostia, Fregene, Sperlonga, Sabaudia e Anzio presentano numerosi stabilimenti dotati di passerelle e sedie anfibie. Cresce anche l’offerta nelle spiagge libere attrezzate.

Campania

Da Salerno alla Costiera Cilentana aumentano le strutture accessibili. Positivi gli interventi nei comuni di Agropoli, Paestum e Battipaglia.

Puglia

Gallipoli, Otranto, Monopoli, Polignano a Mare e Vieste guidano la crescita dell’accessibilità nel Mezzogiorno. Molti lidi hanno introdotto servizi dedicati e percorsi facilitati.

Basilicata

Metaponto e Marina di Pisticci rappresentano le località più avanzate sul fronte dell’accessibilità balneare.

Calabria

Tropea, Soverato, Roccella Ionica e Praia a Mare stanno ampliando i servizi destinati alle persone con disabilità, soprattutto negli stabilimenti privati.

Sicilia

Taormina, Cefalù, San Vito Lo Capo, Marina di Ragusa e Mondello offrono un numero crescente di spiagge attrezzate. Numerosi comuni hanno aderito a programmi regionali per il turismo inclusivo.

Sardegna

Olbia, Alghero, Villasimius, Cagliari e San Teodoro sono tra le località più attrezzate. La Sardegna continua a investire nell’accessibilità delle spiagge libere e delle aree marine protette.

Le regioni più virtuose

Secondo gli operatori del settore, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Sardegna rappresentano oggi i modelli più avanzati per qualità e diffusione dei servizi accessibili. Seguono Liguria, Puglia e Sicilia, che negli ultimi anni hanno registrato importanti miglioramenti.

La sfida del futuro

L’obiettivo per il prossimo decennio è trasformare l’accessibilità da servizio speciale a standard universale. Non basta una passerella: servono trasporti adeguati, informazioni accessibili, assistenza qualificata e strutture realmente fruibili da tutti. Solo così il diritto al mare potrà diventare effettivamente un diritto per ogni cittadino.

Dati e tendenze aggiornati al 2026 indicano una crescita costante delle iniziative per il turismo accessibile e delle località impegnate nell’eliminazione delle barriere architettoniche.  

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