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Il reddito di cittadinanza dal 2023 cambierà e non sarà più come siamo stati abituati a vederlo negli ultimi anni. Dal 1 gennaio 2023 entrerà in vigore la Legge di Bilancio ma il governo è concentrato a capire come aggiustare e ritoccare la misura. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, infatti, l’ultima modifica ha cancellato l’aggettivo dell’offerta di lavoro congrua. Chi rifiuta il lavoro anche una volta sola, quindi, potrebbe perdere l’assegno. Il sottosegretario al Lavoro Durigon, è intervenuto di recente per sottolineare che sulla distanza geografica resteranno alcuni limiti, dovrebbe però cadere il vincolo dell’offerta congrua, quindi chi percepisce il reddito per poterlo mantenere dovrà accettare ogni tipo di offerta. Anche la prima.

Nel caso del rinnovo della misura dopo 18 mesi, si parla di offerte su tutto il territorio nazionale, ad eccezione dei nuclei familiari con figli dove la distanza è fissata a 250 km. Resta confermato il reddito di cittadinanza per 7 mesi e non più 12 mesi (in questo modo il governo risparmierà 200 milioni di euro per finanziare altre misure) e anche la regola secondo cui i giovani per poterlo ottenere dovranno completare il percorso di studi.

  Reddito di emergenza, annunciato il rinnovo del contributo nel dl agosto

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