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RAGUSA – È stato inaugurato oggi nel centro storico di Ragusa il nuovo “guardaroba sociale”, un servizio dedicato al sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà economica. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Fondazione Progetto Arca ETS, Caritas Ragusa, H&M Italia e l’associazione Vo.Cri. (Volontariato Cristiano), con il coinvolgimento della rete ecclesiale e del volontariato locale.

All’inaugurazione dei locali, situati in via Sortino Scribano 54, era presente il sindaco Giuseppe Cassi insieme ai rappresentanti delle realtà promotrici e istituzionali del territorio.

Il nuovo servizio si affianca all’Emporio solidale già attivo, ampliando la rete di sostegno alle povertà. Ogni mese saranno circa 120 le famiglie beneficiarie, pari a circa 400 persone tra adulti e minori, selezionate attraverso i centri di ascolto e i servizi sociali del territorio.

Un “negozio” della solidarietà

Il guardaroba sociale non funziona come una semplice distribuzione di abiti, ma come uno spazio strutturato in cui le persone possono scegliere autonomamente i capi di abbigliamento e gli accessori, in un contesto organizzato e accogliente.

Il servizio sarà aperto tre giorni a settimana e l’accesso avverrà su appuntamento mensile. Le famiglie potranno selezionare vestiti per tutte le età e occasioni, incluse scarpe e accessori. Prevista anche un’area dedicata alle donne in gravidanza, con la possibilità di preparare il corredino per i neonati.

Il ruolo dei volontari e la rete territoriale

I volontari di Vo.Cri. accompagneranno gli utenti nella scelta dei capi, con l’obiettivo di valorizzare non solo il bisogno materiale, ma anche la dignità e l’autodeterminazione delle persone.

Per il sindaco Cassi e per le realtà coinvolte, il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, Terzo settore e imprese private.

Le dichiarazioni

“Il guardaroba sociale è un luogo di inclusione, dove accanto alla risposta materiale si costruiscono relazioni e percorsi di reintegrazione sociale”, ha spiegato la direttrice relazioni esterne di Progetto Arca.

Per H&M Italia, il progetto rientra in un percorso più ampio di sostenibilità e riuso: “Diamo nuova vita a capi e arredi trasformandoli in risorse per le persone più vulnerabili”.

Dal lato ecclesiale, la Diocesi ha sottolineato il valore comunitario dell’iniziativa, definendola “un luogo di incontro e speranza, dove la cura del prossimo passa anche attraverso la possibilità di scegliere un abito nuovo”.

Il direttore della Caritas ha evidenziato invece l’importanza della rete territoriale: il guardaroba sociale si integra con altri servizi cittadini come l’Emporio solidale e i centri di ascolto, rafforzando un sistema strutturato di contrasto alla povertà.

Un modello che si estende

Il progetto di Ragusa è il quinto “guardaroba sociale” attivato in Italia, dopo Milano, Roma, Napoli e Bari. Solo nell’ultimo anno, nelle sedi già operative, sono stati distribuiti oltre 70mila capi di abbigliamento.

Fondazione Progetto Arca, attiva dal 1994, ha raggiunto in oltre trent’anni più di 435mila beneficiari tra persone senza dimora, famiglie in difficoltà, migranti e soggetti fragili, attraverso interventi di assistenza materiale e percorsi di reinserimento sociale.

L’apertura di Ragusa segna un ulteriore passo nell’espansione del modello, basato sulla collaborazione tra enti del Terzo settore, istituzioni e imprese private.

Uffici stampa

Fondazione Progetto Arca ETS
Le Acrobate – idee parole comunicazione
Silvia Panzarin: silvia.panzarin@leacrobate.it – 349 3235790

Diocesi di Ragusa
Gabriella Chessari: comunicazionisociali@diocesidiragusa.it – 340 0690651

H&M Italia
Alviana Guizzetti: alviana.guizzetti@hm.com

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