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Il governo intanto lavora al testo di un decreto legge che potrebbe essere sul tavolo del Consiglio di ministri già oggi. E che riguarderà, oltre a misure sull’energia e allo stanziamento di aiuti finanziari per l’Ucraina  anche l’impegno militare italiano. Per quel «rafforzamento del fronte orientale» della Nato di cui hanno parlato ieri il segretario generale dell’Alleanza Stoltenberg. E  lo stesso premier Draghi.
Per tutta la giornata al ministero della Difesa si sono susseguite riunioni per mettere a punto i piani per un eventuale spostamento di truppe. Che vadano a integrare i contingenti italiani già presenti in Lettonia, con 250 alpini, e in Romania con i cacciabombardieri. Piani per i quali serve l’autorizzazione del Parlamento.  L’Italia, secondo quanto anticipato già nei giorni scorsi dal Giornale, ha pronti 1.000 uomini tra alpini, bersaglieri e specialisti della cyberguerra. Provenienti “dalle forze che a rotazione sono in prontezza per intervenire”.

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