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In Parlamento è corsa contro il tempo per approvare la Manovra, la prima del governo Meloni, prima del 31 dicembre. Tanti i temi di cui ancora si discute. Intanto, cambia la norma che rivede per il 2023 e il 2024 la rivalutazione automatica delle pensioni. In base a uno degli emendamenti del governo, emerge che viene portata dall’80 all’85% la rivalutazione per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo : l’importo passa da 153 a circa 162 euro. Confermato l’adeguamento pieno del 100% all’inflazione per gli assegni fino a 4 volte il minimo, pari a 2.100 euro lordi mensili, che beneficeranno di un aumento di 153 euro al mese sempre al lordo. Dal primo gennaio 2023, infatti, non sarà più in vigore l’attuale sistema per la rivalutazione delle pensioni, basato su tre fasce di reddito. L’attuale schema prevede: 100% per i trattamenti fino a 4 volte il trattamento minimo Inps ; 90% per i trattamenti superiori a 4 volte e fino a 5 volte il minimo; 75% sulle fasce di importo superiori a 5 volte il minimo. Per il 2023, un decreto del ministero dell’Economia aveva fissato la quota di indicizzazione piena degli assegni al caro vita al 7,3%Il nuovo governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di cambiare: dal primo gennaio, quindi, si passa a un meccanismo biennale a 6 fasce. Il nuovo sistema assicura la rivalutazione piena ai trattamenti fino a 2.100 euro lordi al mese, mentre fa scattare una stretta progressiva per i trattamenti con importi superiori. Altro esempio: per un trattamento da 5.250 euro lordi al mese l’adeguamento sarà di 141,8 euro mensili e non più di 153 . Ancora: per una pensione di 4.200 euro la perdita è di altri 9 euro, per una di 5.250 euro mensili la contrazione è di oltre 11 euro. Gli emendamenti del governo alla Manovra, poi, hanno rafforzato la rivalutazione delle minime per gli over 75, ma per il solo 2023.

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