Ascolta articolo
Getting your Trinity Audio player ready...
Tempo di lettura < 1 Minuti

L’emendamento alla manovra che alza a 600 euro le pensioni minime per gli over 75. Un compromesso, che tiene conto delle poche risorse disponibili, rispetto alla proposta elettorale.

Le novità. Nella manovra all’esame del Parlamento è previsto che le pensioni minime aumentino della quota necessaria ad assorbire l’aumento dell’inflazione, fissata per il 2023 al 7,3%: dal 1 gennaio saliranno dagli attuali 525,38 a 563,73 euro mensili, per un totale annuo che aumenterà da 6.829,94 a 7.328,49 euro. Gli assegni pensionistici e assistenziali che non superano il minimo, in via eccezionale e con decorrenza 1 gennaio 2023, riceveranno un ulteriore aumento di 1,5% nel 2023 e del 2,7% nel 2024. Se venisse approvato l’emendamento, per gli over 75 l’aumento arriverebbe a 600 euro.

Cosa sono. Le pensioni minime sono nate, nel 1983, con l’obiettivo di garantire una soglia considerata sufficiente per condurre una vita dignitosa. L’importo, che oggi non è evidentemente sufficiente, viene rivalutato ogni anno sulla base del tasso di inflazione fissato dall’Istat.A chi spettano. Secondo i dati dell’Inps, vengono percepite da circa 2,5 milioni di pensionati. Non sono legate agli anni di contributi versati. A prescindere dall’anzianità contributiva di 10, 15 o 20 anni, infatti, l’integrazione al minimo spetta a tutti i titolari di pensione, se non si raggiungono i valori minimi fissati dalla legge.

  Pagamento pensioni agosto 2021: anche questo mese, come dall’inizio dell’emergenza coronavirus, l’accredito INPS arriva in anticipo per coloro che ricevono le somme tramite Poste Italiane

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *