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Il nuovo decreto scuola preoccupa le associazioni. Nel mirino le ipotesi di modifica del Piano educativo individualizzato: «Ridurre il PEI alle ore di sostegno significa snaturarne la funzione»

ROMA – Il PEI non è un modulo da compilare né un semplice strumento per stabilire quante ore di sostegno assegnare a uno studente con disabilità. È, secondo CoorDown, uno dei pilastri dell’inclusione scolastica. Ed è proprio per questo che le anticipazioni sul nuovo decreto legge sulla scuola, approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre, suscitano forte preoccupazione nell’associazione.

Il punto contestato riguarda le possibili modifiche alle modalità di aggiornamento del Piano educativo individualizzato. In particolare, CoorDown guarda con preoccupazione all’ipotesi che il documento possa essere modificato soltanto in presenza di nuove e gravi circostanze.

Una previsione che, secondo l’associazione, rischierebbe di entrare in contraddizione con la natura stessa del PEI.

«Il percorso di uno studente non è statico»

Il Piano educativo individualizzato nasce per costruire un percorso su misura, tenendo conto delle competenze, delle potenzialità, delle attitudini e degli ostacoli che possono incidere sull’apprendimento. Ma uno studente, soprattutto in età evolutiva, cambia nel tempo.

Per CoorDown, è proprio questa la ragione per cui il PEI deve essere uno strumento dinamico: osservare, verificare, intervenire e, quando necessario, correggere gli obiettivi e le strategie.

«Imparare è una progressione costante e richiede costante osservazione e adattamento».

Da qui la netta presa di posizione contro una possibile trasformazione del PEI in un documento prevalentemente amministrativo. Il rischio, secondo CoorDown, sarebbe quello di perdere di vista la sua funzione educativa e didattica per concentrarsi sulla sola organizzazione delle risorse.

Il nodo delle ore di sostegno

La questione, per l’associazione, non riguarda soltanto una procedura burocratica. In gioco ci sarebbe il modo stesso di concepire l’inclusione scolastica.

Il modello nazionale di PEI, disciplinato dal Decreto interministeriale 182 e dalle successive modifiche, è costruito attorno all’osservazione e alla personalizzazione del percorso. Coinvolge insegnanti, famiglia, studente, specialisti ed educatori e punta a una progettazione condivisa.

«Non si tratta di una mera modalità di assegnazione di ore di sostegno».

L’associazione considera quindi una riduzione del PEI a strumento per la copertura dei posti o delle ore di sostegno un travisamento della sua funzione.

La contestazione sul ricorso al decreto-legge

CoorDown mette inoltre in discussione la scelta del Governo di intervenire attraverso un decreto-legge.

L’associazione richiama l’articolo 77 della Costituzione, che consente al Governo di adottare provvedimenti provvisori con forza di legge in casi straordinari di necessità e urgenza.

Secondo CoorDown, anche qualora l’obiettivo fosse quello di ridurre una presunta burocratizzazione del PEI, tale esigenza non costituirebbe una ragione sufficiente per ricorrere alla decretazione d’urgenza.

«Nessun confronto con l’Osservatorio»

Un altro elemento di preoccupazione riguarda il confronto istituzionale.

CoorDown segnala infatti il mancato coinvolgimento dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, organismo nel quale sono rappresentate anche le associazioni e che, in base all’articolo 15 del Decreto legislativo 66 del 2017, esprime pareri e proposte sugli atti normativi relativi all’inclusione scolastica.

Per l’associazione, l’assenza di questo confronto rappresenta un ulteriore elemento critico.

CoorDown: «Vigileremo sul testo definitivo»

Per ora, CoorDown precisa di basarsi sulle informazioni e sulle anticipazioni disponibili e annuncia che attenderà il testo ufficiale del decreto prima di procedere a una valutazione completa.

La posizione, però, è già netta: l’associazione esprime il proprio dissenso rispetto alle modifiche preannunciate e assicura che continuerà a vigilare sull’iter del provvedimento.

L’obiettivo dichiarato è impedire che il diritto allo studio degli studenti con disabilità venga ricondotto a una questione esclusivamente amministrativa.

Per CoorDown, il PEI deve restare ciò per cui è stato concepito: uno strumento capace di accompagnare nel tempo la crescita dello studente, adattare il percorso educativo alle sue esigenze e tradurre concretamente il principio dell’inclusione scolastica.

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