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Fino a qualche mese fa la legge disponeva questo: la persona con disabilità è esonerata dai limiti di tempo imposti nelle aree di parcheggio a tempo determinato , e dai divieti e dalle limitazioni della sosta che sono stati disposti dall’autorità.
E quindi, non ha la necessità, se l’auto resta in sosta per tre ore, di pagare per tutta la durata del parcheggio, ma deve comunque pagare la prima frazione .

«Ai veicoli al servizio di persone con disabilità, titolari del contrassegno speciale ai sensi dell’articolo 381, comma 2, del regolamento, è consentito sostare gratuitamente nelle aree di sosta o parcheggio a pagamento, qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati».
Il comma 3 bis è stato disposto con decreto legge numero 121 del 10 settembre 2021 e si applica dal primo gennaio del 2022.

Parcheggio disabili sulle strisce blu: cosa devono fare i Comuni

L’articolo di legge specifica anche che se dall’attuazione di questa normativa al comune «derivino meno entrate per il Bilancio degli enti locali, attestate dall’organo competente, gli enti stessi provvedono a rivedere le tariffe per la sosta o il parcheggio nelle aree a pagamento al solo ed esclusivo fine di compensare le predette minori entrate».
Ovvero: se il Comune guadagna meno perché deve consentire il parcheggio gratis tra le strisce blu ai cittadini con disabilità , può evidentemente aumentare il costo del tagliando ma non può eliminare questo diritto.

Parcheggio disabili sulle strisce blu: il nuovo Codice della strada

Questa direttiva è poi entrata anche nel nuovo Codice della strada che ha anche aumentato le sanzioni per chi abusivamente occupa gli stalli riservati alle persone con disabilità. E infatti le sanzioni in questione sono raddoppiate rispetto al passato: se prima la multa variava da 87 a 344 euro, ora è compresa tra 168 e 672 euro. E i punti decurtati dalla patente non sono più due, ma sei.

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Parcheggio disabili sulle strisce blu: la giungla dei Comuni

Finalmente si è fatta chiarezza dunque e soprattutto è stato armonizzato il comportamento delle amministrazioni comunali che sul punto andavano a ruota libera.
C’era chi consentiva il parcheggio gratis negli stalli blu se i posti riservati erano già occupati.
C’era chi invece aveva disposto che la persona con disabilità doveva comunque pagare una frazione di parcheggio.
E c’era chi aveva disposto che poteva parcheggiare solo la persona con disabilità in possesso della patente di guida. Disposizione che è stata poi sonoramente bocciata dalla Cassazione che ha giustamente ritenuto discriminatoria quella disposizione nei confronti delle persone con disabilità che non erano in possesso di un’auto o della patente.
E quindi, ribadiamolo in modo chiaro e definitivo: le persone con disabilità che trovano occupati i posti riservati possono parcheggiare gratis all’interno delle strisce blu.

Un pensiero su “Parcheggio disabili,facciamo chiarezza”
  1. Volevo chiedere un informazione è vero che il tagliando per il parcheggio disabili si può esibire per saltare la fila negli uffici ed banca poste etc?

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