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Resta ancora al vaglio di decisioni e conferme la normativa sul sistema pensionistico. Tra conferme e novità, l’esecutivo ha preso alcune decisioni per evitare il ritorno secco alla Legge Fornero dal 1° gennaio 2023.

Ma non solo ,oltre alla flessibilità pensionistica c’è spazio per una super rivalutazione delle pensioni minime, che dal prossimo anno verranno super-rivalutate e portate a 600 euro per over 75.

Ci sarà l’introduzione di 6 fasce di reddito e non più 3 .

Il governo ha introdotto il sistema della perequazione , in base alla pensione e alla fascia di appartenenza ci sarà un aumento che sarà più sostanzioso per chi ha un reddito basso.

Aumento anche per le categorie fragili vedranno anche loro un aumento dell’assegno d’invalidità di circa 20 euro.

​Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 197 del 2022 recante il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025. «Quota 103»

Dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 si potrà accedere alla pensione con 41 anni di contributi unitamente a 62 anni di età anagrafica. La misura si rivolgerà a tutti i lavoratori dipendenti e autonomi. Si tratterà di una «quota 103» destinata a superare l’attuale «quota 102» in scadenza a fine anno. Non ci sarà alcuna penalizzazione circa il criterio di calcolo dell’assegno.

Vale a dire che sarà preservato il sistema retributivo sulle anzianità acquisite sino al 31 dicembre 1995 e contributivo dal 1° gennaio 1996. Proroga di opzione donna, ape sociale e varo di «quota 103» per la generalità dei lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all’Inps.

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Sono le principali misure in materia previdenziale contenute nella legge di bilancio che approderà oggi in Cdm dopo il vertice di maggioranza del 18 novembre. All’interno anche la stretta sul reddito di cittadinanza e la flat tax estesa oltre ad altre misure di sostegno contro il caro bollette.

Sul fronte welfare ci sarà la proroga di un anno di opzione donna, cioè l’uscita per le lavoratrici a 58/59 anni unitamente a 35 anni di contributi accettando un calcolo interamente contributivo dell’assegno pensionistico.

Saranno coinvolte le lavoratrici nate nel 1964 che raggiungono 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022. La nuova combinazione si aggiungerà agli altri previsti dalla legge Fornero. Cioè 67 anni e 20 anni di contributi oppure 42 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall’età anagrafica . Si rammenta, inoltre, che anche nel biennio 2023-2024 non si verificheranno adeguamenti alla speranza di vita ISTAT.

Nelle intenzioni dell’esecutivo si tratterebbe di una misura «ponte» destinata ad evitare lo scalone per circa 50 mila lavoratori in attesa di una riforma della previdenza pubblica obbligatoria condivisa con le parti sociali il prossimo anno. Da capire se il finanziamento della misura avverrà tagliando l’indicizzazione delle pensioni superiori a 4 volte il trattamento minimo Inps che a legge vigente dovrebbero ricevere il 90% del tasso di inflazione e il 75% se superiori a 5 volte il minimo Inps .

Per ulteriori approfondimenti https://www.lavoro.gov.it/notizie/Pagine/Legge-di-Bilancio-2023.aspx

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