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Tutta la classe va a teatro, per bambina disabile il posto riservato è lontano dai compagni.
Fondazione promette interventi per eliminare le barriere architettoniche.


Brindisi, 19 aprile 2025 – Un episodio che ha riacceso il dibattito sull’inclusione e l’accessibilità nei luoghi culturali si è verificato al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, dove una bambina con disabilità motoria è stata costretta a sedersi in un’area separata dai suoi compagni di classe durante una rappresentazione teatrale. La vicenda, riportata da diverse testate giornalistiche locali, ha suscitato forti reazioni nella comunità.

La scolaresca, proveniente da una scuola primaria della provincia, aveva prenotato i posti in Platea, ma la struttura – progettata negli anni ’60 – non permette l’accesso alle sedie a rotelle in quella zona a causa di barriere architettoniche. L’unico spazio disponibile era la Prima galleria, raggiungibile con un ascensore dedicato.

Alcune docenti, dopo essersi assicurate in anticipo che il teatro fosse accessibile, hanno espresso sconcerto quando hanno scoperto che la bambina non avrebbe potuto stare con il resto della classe. “È inaccettabile che nel 2025 si creino situazioni di esclusione”, ha commentato una delle accompagnatrici.

A peggiorare la situazione, secondo i presenti, una frase rivolta al gruppo: “Non la si può prendere in braccio?”, interpretata come una mancanza di sensibilità. “Sarebbe mai stato proposto a un adulto?”, hanno replicato indignati i genitori.

Daniele Guarini, coordinatore della rassegna Tutte le storie del mondo, ha precisato che ogni eventuale spostamento avrebbe richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per motivi di sicurezza. “Non agiamo senza autorizzazioni, ma siamo consapevoli del problema”, ha aggiunto, sottolineando che il teatro è sorvegliato da personale specializzato.

La Fondazione del Teatro Verdi ha assicurato che sono previsti lavori di ammodernamento per garantire piena accessibilità. Intanto, l’episodio, ripreso da numerosi media locali, ha riaperto il confronto sulle disuguaglianze ancora presenti in molti spazi pubblici, con associazioni e cittadini che chiedono interventi immediati.

“L’arte è per tutti, e tutti devono poterla vivere insieme”, conclude una petizione lanciata da un gruppo di genitori. Una lezione di civiltà che, si spera, porterà a un teatro più inclusivo.

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