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di Giuseppe Musto

Napoli – Prosegue con determinazione la mobilitazione degli operatori socio-sanitari del gruppo Gesco, un gruppo di cooperative sociali che si occupa di servizi psicosociali a Napoli. Venerdì 11 ottobre, a partire dalle 10, gli operatori saranno in presidio in Piazza del Plebiscito, davanti alla sede della Prefettura, in concomitanza con un incontro convocato dal Prefetto con le cooperative sociali, la Asl Napoli 1 Centro e la Regione Campania.

 

La protesta è in risposta alla recente rescissione anticipata del contratto tra la Asl Napoli 1 Centro e il raggruppamento di cooperative sociali capitanato da Gesco. Questa decisione, che avrà effetto dal 31 ottobre, ha messo a rischio il posto di lavoro di circa 300 operatori che da trent’anni prestano servizi essenziali in ospedali, centri diurni e strutture residenziali, assistendo anziani, disabili e persone affette da diverse patologie, tra cui malattie psichiche e dipendenze.

 

Da inizio settimana, il collettivo di operatori ha intrapreso una serie di manifestazioni pacifiche per portare all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni la gravità della situazione. Lunedì, hanno occupato simbolicamente il Maschio Angioino; martedì, sono stati presenti davanti alla sede della Posta Centrale; infine, mercoledì hanno bloccato gli ingressi di Palazzo Reale. Queste azioni hanno avuto lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una vertenza che trascende il settore specifico degli operatori socio-sanitari, toccando la qualità dei servizi alla comunità tutta.

 

«Chiediamo a tutti di sostenerci e aiutarci a difendere il nostro lavoro» è l’appello degli operatori, che sottolineano come il settore sociale sia già fragile in una città come Napoli, duramente colpita da una grave crisi economica. «Non possiamo permettere che la città subisca un’altra ingiusta sventura. La perdita di 300 posti di lavoro sarebbe un duro colpo per la comunità e per i servizi che garantiamo.»

 

Domani, quindi, gli operatori saranno nuovamente in piazza, in attesa di risposte concrete da parte delle istituzioni e con la speranza che venga trovato un modo per salvaguardare sia i posti di lavoro che i servizi essenziali per i cittadini. La mobilitazione, dunque, continua nella speranza di un dialogo costruttivo e di una soluzione che possa preservare i diritti dei lavoratori e garantire un futuro sereno alla comunità napoletana.

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