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L’Italia ha accolto 31 bambini feriti da Gaza con la più grande missione sanitaria mai realizzata: 577 persone evacuate in 14 operazioni da gennaio 2024
Evacuati 114 civili da Gaza: un’operazione senza precedenti coordinata da governo, forze armate e sanità. I piccoli pazienti saranno curati in 8 regioni italiane.
Roma, 14 agosto 2025 – È atterrata in Italia la missione sanitaria più ampia mai realizzata dal nostro Paese: 31 bambini palestinesi gravemente feriti o affetti da gravi patologie sono stati trasferiti dalla Striscia di Gaza a diversi ospedali italiani. Con loro, 83 accompagnatori, per un totale di 114 persone accolte grazie a una complessa e delicata operazione internazionale, autorizzata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani lo scorso 30 luglio.
Questa è la 14ª evacuazione sanitaria effettuata dall’Italia dal gennaio 2024, ma anche la più significativa in termini numerici. Con questa missione, il totale delle persone evacuate sale a 577, di cui 181 pazienti e 396 accompagnatori. Numeri che fanno dell’Italia il primo Paese in Europa per missioni umanitarie da Gaza, e il quarto al mondo per operazioni coordinate anche in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
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Chi sono i bambini evacuati da Gaza
Selezionati direttamente sul campo dall’OMS, i 31 bambini evacuati presentano condizioni mediche gravissime. Molti hanno subito amputazioni, traumi cranici, emorragie cerebrali o soffrono di leucemie, malattie congenite e grave malnutrizione. Nella Striscia di Gaza, dilaniata da mesi di conflitto e con un sistema sanitario al collasso, non avrebbero avuto accesso a cure adeguate.
I piccoli pazienti saranno ora curati in strutture ospedaliere delle regioni Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto, dove è già pronto un piano di presa in carico sanitaria e psicologica.
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Come si è svolta l’operazione di evacuazione sanitaria
La missione è partita il 12 agosto, quando una squadra avanzata italiana ha raggiunto la città israeliana di Eilat, coordinando i contatti diplomatici con le autorità locali e seguendo il passaggio del convoglio attraverso il valico di Kerem Shalom. Dopo i controlli israeliani, i pazienti sono stati trasferiti all’aeroporto militare di Eilat su autobus e ambulanze fornite dall’OMS.
Il 13 agosto, due voli militari C-130J dell’Aeronautica Militare hanno condotto i pazienti a Milano, Roma e Pisa. All’arrivo, un cordone sanitario ha immediatamente distribuito i bambini nei rispettivi ospedali.
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Un impegno corale: governo, protezione civile, sanità e diplomazia
La complessa operazione è frutto della collaborazione tra diversi enti istituzionali: Presidenza del Consiglio, Ministero degli Esteri, Ministero della Difesa, Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), Ministero dell’Interno, Protezione Civile, insieme a medici, infermieri, mediatori culturali, strutture ospedaliere e autorità locali.
Fondamentale il ruolo di tre funzionari dell’Unità di crisi e del Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, insieme a oltre venti operatori sanitari.
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Un futuro temporaneo ma dignitoso
All’arrivo in Italia, tutti i pazienti e accompagnatori hanno ottenuto un permesso di soggiorno umanitario, che garantirà loro l’accesso al sistema sanitario e scolastico italiano. Dopo il ricovero ospedaliero, le famiglie saranno inserite nel Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero dell’Interno.
Obiettivo: assicurare un’accoglienza dignitosa, inclusiva e sostenibile, finché la loro permanenza in Italia sarà necessaria.
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Un esempio di solidarietà concreta
Mentre l’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza continua a colpire duramente la popolazione civile, l’Italia conferma il suo ruolo di primo piano negli interventi umanitari internazionali, dando prova che anche nei momenti più drammatici è possibile salvare vite umane attraverso diplomazia, cooperazione e solidarietà concreta.