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«L’acqua del lago non è mai dolce» di Giulia Caminito, pubblicato da Bompiani, è candidato al Premio Strega 2021. Si tratta di un romanzo potente, suggestivo e crudo. Il racconto di una periferia in cui ciò che conta è il valore che gli dai, non quello dei soldi, del successo, ma quello della conquista.
Sono tante le riflessioni che scaturiscono da questo romanzo non facile da digerire, in cui viene a galla il marcio di un luogo inospitale, dove bisogna scendere a compromessi, dove non bisogna mai abbassare la testa.
Antonia, la mamma di Gaia, non vuole soccombere alla periferia di Roma con i suoi angoli appuntiti, con la violenza, l’incapacità di prendersi cura delle persone che la abitano. Riesce a trovare una casa vicino al lago di Bracciano, si carica addosso il peso di tutta la famiglia, anche del marito disabile e li porta in una zona meno arida.

La figlia si adatta, a tratti odia la scorza dura che protegge sua madre, ma in fondo quella donna ha solo un obiettivo: insegnare a Gaia che conta solo la propria forza ed è con quella che bisogna costruirsi un futuro migliore.
Gaia, in fondo, non è molto diversa dalla madre, sa reagire, sa tirare meglio il peggio e il meglio di sé per affrontare una vita che prende a schiaffi, ma sa anche ripagare.
«L’acqua del lago non è mai dolce» è un libro pieno di spine, ma che sa farsi accogliere dal lettore.

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