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Libro: La segnatrice

Autore: Elena Magnani

Editore: Giunti Editore

In uscita il 23 febbraio, in preordine in tutte le librerie fisiche e online.


Un romanzo potente, che ci trasporta nel periodo più buio e allo stesso tempo più luminoso della nostra storia: la Resistenza, che fa da sfondo a vicende ricche di fascino ed emozione e a un intreccio di sentimenti contrastanti.

«Si può amare un nazista quando lotti per liberare il tuo Paese? Un affresco ricchissimo, una storia che racconta la complessità umana e la difficoltà di amare chi non si dovrebbe»​ –​ Sara Rattaro

Siamo nel 1944, gli Alleati procedono verso il nord d’Italia e per i partigiani si tratta di resistere alle ultime rappresaglie tedesche. È quello che succede a Piazza al Serchio, dove si insedia una squadra di nazisti, mentre i giovani, nascosti nei boschi, tentano di sabotarli. La loro arma segreta: Anna, occhi neri e vivaci, che è entrata a far parte della resistenza e si è infiltrata come spia nel comando tedesco locale. Il suo compito è ingraziarsi il tenente Matthias Von Bauer, un uomo indurito dalla guerra e da grandi delusioni, e passare informazioni ai compagni. Inizialmente Anna vorrebbe maldocchiarli tutti quei tedeschi arroganti, ma come Segnatrice deve solo praticare il bene. Da anni infatti, ogni vigilia di Natale, la zia le tramanda questa pratica segreta che permette ai prescelti di guarire corpi e anime attraverso speciali gesti e preghiere. Solo chi ha un animo puro e sente dentro di sé il desiderio di curare e di aiutare il prossimo può​ portare avanti questa tradizione. Ma non è sempre così facile gestire questo dono, capire qual è il confine tra il bene e il male e non rompere un delicato equilibrio. Soprattutto quando la guerra minaccia la tua famiglia, soprattutto quando l’amore nasce dove non deve e il futuro è più incerto che mai.

  “La segnatrice” di Elena Magnani: Una storia d'amore e di rabbia

«Nei giorni scorsi il vento mi ha portato dei bisbigli» le disse la zia.
«Cosa dicevano?»
«Il tuo nome.»
Anna alzò la testa e la guardò. Il vento che scendeva dal Pisanino era denso di storie. Vite che si intrecciavano, di uomini e di animali. A volte sussurrava nomi e in quel caso si doveva temerlo.
«Devi stare molto attenta. Il vento non sbaglia mai.»
«Ne sei sicura, zia?»
Maria annuì. «Non distrarti, Anna. Mantieni l’attenzione qui e ora. Sta arrivando una tormenta e tu vorticherai al centro di essa.»

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