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di Giuseppe Musto
Napoli, 26 maggio 2025 – Un convegno sull’inclusione e l’accessibilità urbana organizzato senza la reale partecipazione delle persone con disabilità e delle loro associazioni. Succede a Napoli, dove la Città Metropolitana ha promosso un incontro in programma per il 5 giugno, dal titolo ambizioso ma già criticato per l’approccio top-down.
Un tavolo senza i diretti interessati
L’evento vedrà la presenza di rappresentanti istituzionali e tecnici, ma le associazioni che difendono i diritti delle persone con disabilità sono state relegate al ruolo di semplici spettatrici: nessuno spazio per interventi, proposte o co-progettazione. Una scelta che ha scatenato le proteste di FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), da anni in prima linea per l’inclusione reale.
“Nulla su di noi senza di noi”: la denuncia
«Si tratta di un grave passo indietro», attacca Daniele Romano, presidente di FISH Campania. «Ripropone una dinamica frequente: discutere di disabilità senza chi la vive ogni giorno. Così si svuotano di senso parole come partecipazione e inclusione». Il riferimento è al principio cardine del movimento per i diritti delle persone con disabilità: “Nothing about us without us” (“Niente su di noi senza di noi”).
«Escludere chi ha competenza esperienziale significa ignorare bisogni reali e rischiare soluzioni inefficaci», aggiunge Romano. «È una distorsione che legittima chi non conosce davvero la disabilità a decidere al posto nostro».
La richiesta: dalle parole ai fatti
FISH Campania chiede alle istituzioni un cambio di passo, riconoscendo alle associazioni un ruolo attivo nella costruzione delle politiche pubbliche. «Se si parla di accessibilità urbana, le voci delle persone con disabilità devono essere al centro, non ai margini», sottolinea la federazione.
Intanto, il convegno del 5 giugno rischia di trasformarsi in un caso simbolo: l’ennesima occasione in cui l’inclusione viene declamata ma non praticata. Resta da vedere se le istituzioni raccoglieranno la critica o continueranno a perpetuare un approccio che, di fatto, esclude proprio chi dovrebbe essere incluso.