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Viene stravolto un altro pezzo della legge 107 nella parte relativa ai concorsi a cattedra.   Per accedere ai prossimi concorsi a cattedra basterà la laurea e aver conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

Saranno esentati ” “I soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione sono esentati dal conseguimento dei CFU e CFA […], fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.”

Posti riservati per i precari storici che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’avvio delle procedure concorsuali almeno tre annualità di servizio, anche non successive su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, di poter partecipare per un numero di posti riservati pari al 10%. I predetti soggetti possono partecipare, altresì, alle procedure concorsuali senza aver conseguito i 24 CFU, per una tra le classi di concorso per le quali abbiano maturato un servizio di almeno un anno.

Il superamento delle prove concorsuali costituisce abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso per le quali si è partecipati.

Il “nuovo/vecchio” concorso sarà suddiviso in tre prove: esame scritto della materia d’insegnamento, secondo scritto a carattere pedagogico e orale in lingua straniera B2 e conoscenze informatiche. Per i docenti di sostegno verrà istituito un concorso specifico che prevede prova scritta e orale sulla pedagogia speciale oltre che sulla didattica per l’inclusione e relative metodologie. 

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A completamento delle competenze, anche i titoli di studio avranno valenza (per il 20% circa). Ulteriore valore verrà assegnato a titoli di abilitazione e dottorati di ricerca.
Spariranno le figure degli idonei. Verranno considerati solo i vincitori per il numero di posti messi a bando

Chi vince rimane 4 anni nella stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova. Nel testo della bozza della legge di bilancio è scritto che il docente vincitore del concorso che viene assunto “è tenuto a rimanere nella predetta istituzione scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni, salvo” il docente sia soprannumerario o possessore di 104.Per i posti comuni le prove scritte saranno due e un orale.

Secondo quanto contiene la bozza di Legge di Bilancio in nostro possesso, datata lunedì 29 ottobre, le modalità della prova orale potrebbero subire un cambiamento. Infatti l’obiettivo della prova sarà di valutare il grado delle conoscenze e competenze dei candidati nelle discipline facenti parte della classe di concorso.

Nessuna modifica, invece, alle conoscenze linguistiche dei candidati. Infatti, la bozza prevede che la prova orale verifiche anche la conoscenza di una lingua straniera europea almeno di livello B2. Resta anche la necessità di appurare le competenze didattiche nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Per quanto riguarda il sostegno, le prove saranno due: uno scritto e un orale. Nella prova scritta l’obiettivo sarà di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l’inclusione scolastica e sulle relative metodologie.

Chi vincerà il concorso farà un anno di prova e formazione come supplente, quindi sarà assunto in ruolo. Inoltre, è prevista la possibilità di ripetere quest’anno di prova.

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Il docente sarà assunto sulla stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova e lì dovrà rimanere per altri 4 anni, senza poter chiedere mobilità.

Come promesso dalla maggioranza, con la legge di bilancio, se quanto contenuto nella bozza di ieri sarà confermato, saranno aboliti anche gli ambiti territoriali introdotti dalla legge 107. In pratica, i docenti saranno nuovamente nominati su scuola.

Vorrei avviare nuove procedure di reclutamento degli insegnanti: non possiamo permetterci di avere docenti che diventino di ruolo dopo i 30 anni” ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti ospite della videochat di Skuola.net

“Inoltre – prosegue – la didattica deve cambiare; le novità nasceranno attraverso la sperimentazione e una didattica educativa che gli insegnanti già in molti casi adottano, le classi di oggi non sono più quelle di 30 anni fa. L’insegnante non lavora più da solo ma in team, famiglia compresa. Il sistema scuola non può essere autoreferenziale“.

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