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di Giuseppe Musto
CAIVANO – Una vicenda che va oltre le carte, i protocolli e gli atti amministrativi. Al centro ci sono bambini, persone con disabilità e famiglie che ogni giorno combattono una battaglia fatta di sacrifici, speranze e diritti da difendere. Per questo l’Associazione Assistenziale “Gli Amici di Iosononicolò – Animeblu in movimento” ha deciso di esprimere pubblicamente la propria vicinanza alle famiglie di Caivano coinvolte nella questione dei campi estivi destinati ai minori e alle persone con disabilità.
Un messaggio forte, ma improntato al dialogo. L’associazione richiama l’attenzione sul valore umano di una vicenda che, al di là degli aspetti amministrativi, coinvolge la quotidianità di chi affronta con coraggio il peso dell’assistenza e della cura.
«Dietro ogni pratica, ogni protocollo, ogni istanza ci sono Persone con pari opportunità e Cittadini con dignità, che meritano ascolto e risposte concrete», si legge nella nota diffusa dall’associazione. Un richiamo che invita tutti a non perdere di vista ciò che conta davvero: i bisogni delle famiglie e il diritto all’inclusione.
Pur prendendo atto della risposta fornita dal Comune di Caivano, l’associazione condivide con la Consulta la necessità di aprire un confronto concreto tra amministrazione comunale, famiglie, associazioni di categoria e istituzioni competenti. L’obiettivo è individuare soluzioni condivise e garantire che ogni situazione venga affrontata con la massima attenzione e responsabilità.
L’auspicio è che la vicenda possa trovare un esito positivo grazie alla sensibilità dell’Amministrazione comunale e alla volontà di costruire un dialogo capace di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita e inclusione per l’intera comunità.
A firmare il comunicato è Annarita Ruggiero, presidente dell’Associazione Assistenziale “Gli Amici di Iosononicolò – Animeblu in movimento” e mamma di Nicolò, il “bambino con le ali ancora spezzate”, da anni impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Un appello che va oltre il caso di Caivano e diventa un invito a tutte le istituzioni: trasformare il confronto in azioni concrete, affinché nessuna famiglia debba sentirsi sola quando sono in gioco il futuro, la dignità e l’inclusione dei propri figli. Un messaggio che richiama il valore della solidarietà e della responsabilità collettiva, nella convinzione che una comunità si misuri dalla capacità di prendersi cura delle persone più fragili.