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Ogni giorno a Gaza muoiono in media 28 bambini. È come se una classe scolastica intera venisse spazzata via, giorno dopo giorno. A lanciare l’allarme è l’Unicef, che definisce la situazione nella Striscia come “catastrofica” e ormai ben oltre la soglia della carestia.
Secondo i dati più recenti, una persona su tre a Gaza sopravvive per giorni senza cibo, mentre il tasso di malnutrizione tra i più piccoli ha raggiunto livelli drammatici. I numeri diffusi parlano chiaro: oltre 18.000 bambini uccisi dall’inizio delle ostilità, in un conflitto che non lascia scampo nemmeno ai più indifesi.
Famiglie annientate sotto le bombe
La scorsa notte un attacco aereo ha raso al suolo una casa nella cittadina di Al-Zawayda, uccidendo una famiglia intera: madre, padre e tre bambini piccoli. Poche ore dopo, a Khan Yunis, un drone ha colpito una tenda nel campo profughi. All’interno, una madre e le sue due figlie stavano dormendo. Nessuna è sopravvissuta.
Scene come queste non sono più eccezioni, ma parte di una quotidianità straziante.
Uccisi mentre cercavano da mangiare
La mattinata è stata segnata da altri episodi di violenza brutale. Almeno 12 persone sono state uccise mentre tentavano di ottenere cibo, in fila per uno dei pochi pacchi-viveri disponibili. Secondo fonti locali, le vittime sarebbero state colpite da colpi d’arma da fuoco e missili in vari quartieri della Striscia.
A questi si aggiungono le morti per fame: almeno 162 solo nelle ultime ore, riferisce Hamas. Tra loro, due bambini in stato di grave denutrizione sono stati trovati senza vita questa mattina.
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Un grido inascoltato
L’Unicef chiede un cessate il fuoco immediato e corridoi umanitari sicuri. “Ogni giorno che passa, la nostra inazione condanna un’intera generazione”, ha dichiarato un portavoce dell’agenzia ONU.
Gaza è oggi un simbolo del fallimento collettivo della comunità internazionale. Mentre il mondo assiste, spesso in silenzio, all’annientamento sistematico di migliaia di vite innocenti, le voci delle vittime restano coperte dal rumore delle esplosioni.