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Nel contesto del recente G7, i principi contenuti nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità si erigono come un manifesto ideale per l’inclusione e la pari opportunità. Questa fondamentale ratifica da parte dell’Italia, avvenuta nel 2009 con la legge 18, trova oggi una rinnovata necessità di attuazione. La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), che rappresenta un ampio network associativo, si fa portavoce di questa istanza presso le istituzioni nazionali e internazionali.

La Convenzione ONU richiede che le disuguaglianze siano affrontate con urgenza, in special modo quelle di genere e di età, che continuano a gravare sulle persone con disabilità in ogni angolo del mondo. Nonostante l’esistenza di un quadro normativo, resta innegabile che le persone con disabilità e le loro famiglie affrontano quotidianamente ostacoli nella loro partecipazione attiva nella società, subendo ancora violazioni dei diritti umani.

Il G7 rappresenta un’importante opportunità per trasformare le dichiarazioni di intenti in politiche concrete. Questa residenza internazionale deve agire come una fucina di idee e proposte per garantire diritti e libertà fondamentali a tutte le persone, senza esclusioni. È cruciale che gli incontri non si limitino a una mera formalità burocratica, ma che si propongano come il punto di partenza per un cambiamento tangibile.

La pandemia di Covid-19 ha amplificato le disuguaglianze esistenti, rivelando le fragilità di un sistema di protezione che ora appare inadeguato. Le libertà e le democrazie sono state messe a dura prova, e le persone con disabilità hanno affrontato sfide senza precedenti. È giunto il momento di passare da un welfare assistenziale a un modello di società inclusiva che riconosca e garantisca diritti e opportunità.

È necessario un ripensamento sistemico per attuare politiche che non siano solo reattive ma preventivamente inclusive. In questo contesto, la cooperazione internazionale diventa un elemento fondamentale. Il richiamo a un nuovo ciclo di programmazione degli interventi sociali, economici e produttivi, deve far leva su risorse adeguate e innovative per garantire un reale miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità.

Il sogno di un mondo dove “nulla su di noi senza di noi” diventa un obiettivo condiviso, un principio non negoziabile per le future generazioni. Abbiamo il dovere di creare un’etica della trasparenza e della responsabilità politica, monitorando attentamente l’implementazione delle politiche e garantendo la partecipazione attiva delle persone con disabilità nel processo decisionale.

La scelta dell’Italia di utilizzare l’ulivo secolare come simbolo per la presidenza del G7 è profondamente significativa. L’ulivo rappresenta stabilità e proiezione verso il futuro, un invito a radicare le politiche nella cooperazione e nella comprensione delle sfide che le persone con disabilità affrontano quotidianamente.

Il  messaggio è chiaro: l’azione deve seguire le parole. Gli impegni assunti devono tradursi in azioni concrete, affinché i diritti e le opportunità siano garantiti a ogni cittadino, rendendo il rilancio non solo un obiettivo, ma una realtà per tutti. La strada verso un mondo davvero inclusivo inizia oggi, e il compito è nelle mani di chi ha il potere di cambiare il corso delle cose.

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