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di Giuseppe Musto
L’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo) e altre organizzazioni esprimono una forte delusione per l’assenza delle terapie psicoeducative basate sull’Analisi Applicata del Comportamento (ABA) nel nuovo Decreto Tariffe per la specialistica ambulatoriale, approvato il 14 novembre in Conferenza Stato-Regioni. Questo decreto, che modifica il precedente del 23 giugno 2023, si presenta come un documento che ignora i diritti fondamentali di bambini e adulti con autismo.
L’ABA è riconosciuta da evidenze scientifiche come un intervento essenziale per migliorare la qualità della vita delle persone con disturbi dello spettro autistico. Tuttavia, il nuovo decreto non menziona affatto queste terapie, contravvenendo a normative precedenti, tra cui la Linea Guida n. 21 del 2011 e le Linee di Indirizzo del 2012, che raccomandano esplicitamente l’uso di metodi basati su evidenze scientifiche.
Malgrado le richieste reiterate da parte delle associazioni per l’inserimento delle terapie ABA nel Nomenclatore Tariffario, queste sono state sistematicamente ignorate. La situazione è ulteriormente aggravata dalla Sentenza del Consiglio di Stato 8708/23, che ha stabilito la piena esigibilità di tali terapie a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Inoltre, la Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei LEA ha disatteso le indicazioni parlamentari che nel 2022 avevano approvato mozioni a favore della diagnosi e cura dei disturbi dello spettro autistico. Neanche la richiesta di inserire test completi per l’analisi delle condizioni biochimiche e genetiche, necessaria per una diagnosi eziologica, è stata accolta, violando il diritto dei genitori di conoscere l’eziologia dei disturbi dei loro figli.
L’ANGSA, insieme ad altre organizzazioni come FISH, FAND, ANFFAS, APRI, AIAMC e AARBA, invita con urgenza il Ministero della Salute a riconoscere e affrontare questa grave carenza. È fondamentale che le esigenze di bambini, adolescenti e adulti con autismo, così come delle loro famiglie, siano finalmente ascoltate e che le politiche sanitarie vengano adeguate per garantire un accesso equo e tempestivo a trattamenti validi e necessari. La salute e il benessere delle persone con autismo devono diventare una priorità per il sistema sanitario nazionale, che ha il dovere di tutelare i diritti fondamentali di tutti i cittadini.