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Di Lia Fenu
UNICEF lancia l’allarme: 40 milioni di bambini sfollati e 1 su 5 vive in povertà assoluta. Le nuove strategie per proteggere l’infanzia nel mondo digitale e nelle zone di crisi.
Nel 2025, la protezione dei diritti dei minori e la tutela dell’infanzia rimangono temi centrali nel dibattito globale. Nonostante i progressi fatti grazie a convenzioni internazionali come la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia (1989), nuove sfide emergono a causa di crisi migratorie, conflitti armati, povertà digitale e cambiamenti climatici.
Con l’aumento dell’uso di dispositivi digitali tra i minori, il cyberbullismo e lo sfruttamento sessuale online sono in crescita. Secondo i dati UNICEF 2025, il 30% dei ragazzi under 18 ha subito almeno un episodio di cyberbullismo. L’Europa ha risposto con il Regolamento UE sulla Sicurezza Digitale (DSA), che impone alle piattaforme di adottare misure più severe per proteggere i minori.
I conflitti in Ucraina, Sudan e Medio Oriente, insieme alle migrazioni causate da eventi climatici estremi, espongono milioni di bambini a violenze, abusi e tratta di esseri umani. L’UNHCR stima che nel 2025 oltre 40 milioni di minori siano sfollati, molti dei quali senza accesso a scuola o assistenza sanitaria.
Anche nei Paesi sviluppati, le disuguaglianze economiche limitano l’accesso all’istruzione. In Italia, il rapporto Save the Children 2025 evidenzia che 1 bambino su 5 vive in condizioni di povertà assoluta, con gravi ripercussioni sul suo futuro.
Molti Paesi hanno introdotto pene più severe per i reati contro i minori, tra cui l’aumento della prescrizione per gli abusi sessuali e il potenziamento dei servizi sociali. Le scuole stanno integrando corsi su educazione civica digitale per insegnare ai ragazzi a navigare in rete in sicurezza. Inoltre, piattaforme come TikTok e Instagram hanno implementato algoritmi per bloccare contenuti dannosi.
L’UE ha stanziato nuovi fondi per accoglienza specializzata e tutela legale dei minori non accompagnati, mentre le ONG lavorano per garantire loro istruzione e supporto psicologico.
Nonostante gli sforzi, la strada per una piena tutela dell’infanzia è ancora lunga. Servono maggiore cooperazione internazionale, investimenti nell’istruzione e politiche inclusive per garantire che ogni bambino, ovunque nel mondo, possa crescere in un ambiente sicuro e protetto.
Fonti: UNICEF, Eurostat, Save the Children, UNHCR.