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All’indomani dell’incidente tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, arriva la presa di posizione della Federazione e della Formula 1. L’episodio avvenuto in gara è fuori dal mirino della FIA, piuttosto lo sono gli sfoghi beceri da social che sono andati all’indirizzo di Hamilton e sfociati in insulti razzisti.

L’impegno della FIA e della Formula 1 sul tema, con le iniziative del We Race As One – slogan lanciato nel 2020, sulla scia dell’impegno diretto di Hamilton, a sensibilizzare sul tema dei diritti, dell’inclusione delle minoranze in Formula 1, della questione razziale – chiama una condanna formale.

Arriva una posizione condivisa, FIA-Formula 1, insieme a Mercedes, contro chi ha usato insulti razzisti all’indirizzo di Hamilton per quanto avvenuto alla curva Copse.

Dopo gli sgradevoli commenti effettuati nei confronti di Hamilton, la Formula 1 condanna il razzismo Condividi il Tweet

«Durante il GP di Gran Bretagna e successivamente, Lewis Hamilton è stato oggetto di molteplici episodi di insulti razzisti sui social media, a seguito di un incidente avvenuto in gara. La Formula 1, la FIA e il team Mercedes-AMG Petronas condannano questo comportamento nei modi più fermi possibili.

Per queste persone non c’è posto nel nostro sport ed esordiamo che tali persone vengano ritenute responsabili delle loro azioni.

La Formula 1, la FIA, i piloti e le squadre stanno lavorando per costruire uno sport più inclusivo ed eterogeneo, tali condotte inaccettabili di insulti online devono essere evidenziati ed eliminati».

Altre squadre hanno espresso sui social una posizione di solidarietà, come McLaren e come Red Bull e Honda. «Sebbene in pista possiamo essere accaniti rivali, siamo tutti uniti contro il razzismo. Condanniamo gli insulti razzisti di qualsiasi genere nei confronti del nostro team, dei nostri avversari e dei nostri tifosi.

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Come squadra siamo disgustati e rattristati di assistere agli insulti razzisti che Lewis ha subito ieri sui social media dopo l’incidente con Max.

Non c’è mai una scusa per questi abusi, non c’è certo spazio nel nostro sport e tali persone dovrebbero essere ritenute responsabili delle loro azioni», la posizione Red Bull.

Alla quale fa eco la nota diffusa da Honda: «Sebbene siamo enormemente delusi dell’esito del GP di Gran Bretagna di ieri, siamo rimasti shockati e disgustati dall’assistere agli insulti razzisti diretti a Lewis sui social media.

Come individui e come compagnia, Honda condanna tutte le forme di insulti razzisti, nel nostro sport e in generale nella società. Non può esserci giustificazione in nessun caso».

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