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Da luglio 2025 cambia tutto per le persone con autismo, diabete di tipo 2 e sclerosi multipla in alcune province italiane. Parte la sperimentazione della riforma della disabilità: valutazioni più personalizzate, digitali e non sempre in presenza.
Una vera rivoluzione nel modo in cui in Italia si riconosce e certifica la disabilità. Dal 1° luglio 2025, in nove province pilota (Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste), prende il via la sperimentazione della riforma introdotta dalla Legge 227/2021 e attuata attraverso il Decreto Legislativo 62/2024.
Un certificato medico completamente rinnovato
Il cuore del cambiamento è il nuovo certificato medico introduttivo, che diventa digitale, dettagliato e costruito su parametri funzionali. Il documento dovrà essere compilato online dal medico certificatore, includendo codici ICD9-CM specifici per le tre patologie coinvolte nella sperimentazione (autismo, diabete tipo 2, sclerosi multipla), e accompagnato da una documentazione clinica approfondita.
Addio alla visita medica per molti: arriva l’“accertamento agli atti”
Una delle novità più attese è la possibilità, per alcuni cittadini, di evitare la visita diretta con la commissione INPS, optando per l’“accertamento agli atti”. In pratica, se la documentazione è considerata sufficiente, la valutazione avverrà senza la necessità di presentarsi fisicamente, una semplificazione particolarmente importante per chi vive con patologie croniche e limitazioni negli spostamenti.
Il WHODAS 2.0 per una valutazione più equa e completa
Elemento chiave della riforma è l’introduzione obbligatoria del questionario WHODAS 2.0, uno strumento dell’OMS che misura sei aree della vita quotidiana: comprensione, mobilità, cura di sé, relazioni interpersonali, attività quotidiane e partecipazione sociale. Questo permette di superare la logica della semplice “malattia”, puntando invece a valutare l’effettivo impatto della condizione di salute sulla vita della persona.
Più diritti, meno ostacoli
Secondo quanto previsto dal DM 94/2025, questa prima fase sperimentale durerà fino alla fine del 2025. L’obiettivo? Estendere il nuovo modello a tutto il Paese entro il 2027. La riforma è in linea con i principi della classificazione ICF e con le convenzioni ONU sui diritti delle persone con disabilità, segnando un cambio di passo nel modo in cui lo Stato riconosce e tutela la fragilità.
Un cambio di rotta atteso da anni
La svolta è particolarmente significativa in un contesto dove, per troppo tempo, le procedure di riconoscimento della disabilità sono state percepite come farraginose, lente e disumanizzanti. Con l’introduzione di strumenti più moderni e una maggiore attenzione alla persona, l’Italia compie un passo decisivo verso un sistema più giusto, efficiente e centrato sulla dignità del cittadino.
Fonti ufficiali:
• Decreto Ministeriale 10 aprile 2025, n. 94
• Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62
• Comunicazioni INPS e Ministero per la Disabilità (2025)