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In un Paese come l’Italia, fondato sui principi di solidarietà e uguaglianza sanciti dalla Costituzione, l’accesso alle cure e ai servizi sanitari non può essere subordinato al reddito o a logiche di profitto. Tuttavia, le recenti proposte di riforma del sistema sociosanitario rischiano di compromettere proprio i diritti delle persone più fragili, in particolare quelle con disabilità e le loro famiglie, già costrette a confrontarsi con barriere quotidiane per vivere una vita dignitosa.
A lanciare l’allarme è la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), attraverso le parole del suo presidente, Vincenzo Falabella. In un comunicato, Falabella ha ribadito con forza la necessità di rafforzare il sistema sanitario pubblico, assicurando la piena attuazione dell’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come un “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”.
“Le istituzioni devono evitare misure che aggraverebbero ulteriormente la condizione di fragilità delle persone con disabilità e delle loro famiglie”, ha dichiarato Falabella. “Il diritto alla salute non può essere sacrificato in nome di risparmi economici o interessi privati. Se questo provvedimento non sarà ritirato, porterà le persone con disabilità a un’ulteriore marginalizzazione sociale ed economica”.
Il presidente della FISH ha sottolineato l’urgenza di un cambio di rotta, in linea con i principi costituzionali, per tutelare la salute di tutti. A tal fine, ha chiesto con forza di riaprire le audizioni prima di procedere con l’approvazione del mandato al relatore, affinché le istanze delle persone con disabilità e delle loro famiglie siano ascoltate e adeguatamente considerate.
“È urgente un cambio di rotta, a tutela della salute di tutti, come previsto dalla nostra Costituzione”, ha aggiunto Falabella. “Per questo, abbiamo chiesto con forza di riaprire le audizioni, prima di procedere con l’approvazione del mandato al relatore, per garantire che le istanze delle persone con disabilità e delle loro famiglie siano ascoltate e adeguatamente considerate”.
La FISH richiama l’attenzione sulla necessità di una riforma sociosanitaria che garantisca equità e universalità, senza lasciare indietro nessuno. Le persone con disabilità, infatti, affrontano già sfide significative nell’accesso ai servizi essenziali, e qualsiasi misura che limiti ulteriormente il loro diritto alla salute rischia di aggravare le disuguaglianze esistenti.
In un contesto di crisi economica e sociale, che colpisce duramente le fasce più deboli della popolazione, è fondamentale che le istituzioni agiscano con responsabilità, evitando di sacrificare i diritti fondamentali in nome di logiche di risparmio. La salute è un bene comune, e come tale deve essere protetta e garantita a tutti, senza distinzioni.
La FISH, attraverso il suo presidente, ha lanciato un appello chiaro e deciso: le voci delle persone con disabilità e delle loro famiglie non possono essere ignorate. È tempo di ascoltare, di agire con coraggio e di costruire un sistema sociosanitario che sia davvero inclusivo, equo e rispettoso dei principi costituzionali. Solo così potremo dire di vivere in un Paese che non lascia indietro nessuno.