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ROMA – L’inclusione scolastica si confronta con una trasformazione sempre più evidente e strutturale. A confermarlo sono i dati del nuovo report ISTAT sull’anno scolastico 2024-2025, che registra un costante aumento degli studenti con disabilità certificata nelle scuole italiane. Un fenomeno che, secondo APRI OdV ETS – Associazione per la ricerca sull’autismo Cimadori, impone una revisione urgente degli strumenti di coordinamento tra il sistema scolastico e quello sanitario.

Gli alunni con disabilità hanno raggiunto quota 377 mila, circa 18 mila in più rispetto all’anno precedente, con una crescita del 5% in dodici mesi e un numero quasi raddoppiato nell’ultimo decennio. Numeri che, secondo Carlo Hanau, presidente dell’associazione, delineano un cambiamento ormai strutturale dei bisogni educativi.

«I dati ISTAT confermano una crescita strutturale dei bisogni – afferma Hanau –. Di fronte a questo scenario è urgente rinnovare il Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ministero della Salute, scaduto il 17 gennaio 2025, perché rappresenta uno strumento fondamentale per garantire continuità e qualità degli interventi».

Aumentano diagnosi e casi complessi

L’incremento delle certificazioni è attribuito in parte al miglioramento delle capacità diagnostiche e alla maggiore accuratezza delle valutazioni cliniche. Tuttavia, secondo APRI, il fenomeno non può essere spiegato esclusivamente da questi fattori.

«L’impressione di molti operatori, che condivido, è che vi sia anche un aumento reale della disabilità, in particolare di quella complessa», sottolinea Hanau.

Tra le categorie che mostrano la crescita più significativa figurano i disturbi dello sviluppo psicologico, che comprendono le diverse forme di autismo. Il report ISTAT rileva oltre 135 mila studenti appartenenti a questa categoria, oggi la più numerosa tra le tipologie di disabilità presenti nelle scuole italiane. Parallelamente cresce anche la presenza di altre condizioni neuroevolutive, come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Più insegnanti, ma restano criticità

L’indagine evidenzia un aumento delle risorse dedicate all’inclusione scolastica. Crescono infatti gli insegnanti di sostegno e gli educatori, mentre la quota dei docenti specializzati passa dal 63% al 78%.

Per APRI, però, il miglioramento quantitativo non è sufficiente a garantire una reale qualità dell’inclusione.

«Permangono molti dubbi sulla consistenza effettiva della formazione specialistica – osserva Hanau –. In passato i percorsi di specializzazione erano biennali, in presenza e riferiti a specifiche tipologie di disabilità. Oggi si parla di una specializzazione valida per tutte le disabilità, ottenuta attraverso percorsi molto più brevi».

Un altro nodo riguarda la continuità educativa. Secondo il report ISTAT, circa la metà degli alunni con disabilità cambia insegnante di sostegno rispetto all’anno scolastico precedente. Una situazione che, nel caso degli studenti con disturbo dello spettro autistico, può compromettere l’efficacia dei percorsi educativi.

«Per gli studenti con autismo la continuità educativa e la coerenza metodologica rappresentano condizioni essenziali», evidenzia il presidente di APRI.

Il Protocollo scaduto e il rischio di frammentazione

Al centro delle preoccupazioni dell’associazione c’è la mancata proroga del Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ministero della Salute, scaduto il 17 gennaio scorso.

Secondo APRI, l’assenza di un rinnovo rischia di indebolire il collegamento tra scuola, servizi sanitari e famiglie proprio mentre aumenta il numero degli studenti che necessitano di interventi integrati.

«Il rinnovo del Protocollo non rappresenta una scelta discrezionale, ma uno strumento indispensabile e non più rinviabile. Senza un coordinamento stabile tra scuola, servizi sanitari e famiglie aumenta il rischio di frammentazione degli interventi», afferma Hanau.

L’associazione ha già trasmesso alle istituzioni alcune proposte operative che prevedono il rafforzamento del coordinamento interministeriale, la formazione continua degli operatori, una maggiore integrazione tra scuola e sanità e l’aggiornamento degli strumenti normativi dedicati all’autismo.

Nessuna risposta dalle istituzioni

A destare ulteriore preoccupazione è la mancanza di riscontri da parte delle amministrazioni competenti dopo la scadenza dell’accordo.

«A distanza di mesi dalle nostre proposte e dalle richieste di rinnovo non è arrivato alcun riscontro formale e non risultano attivati tavoli di lavoro o iniziative operative», denuncia Hanau.

Per APRI, i dati ISTAT indicano chiaramente che il numero degli alunni con autismo e con disabilità continuerà a crescere nei prossimi anni. Per questo il sistema scolastico, conclude l’associazione, non può limitarsi a incrementare le risorse numeriche, ma deve investire sulla qualità degli interventi, sulla continuità educativa e sulla reale integrazione tra scuola e sanità.

«Il rischio concreto è compromettere l’effettività dei diritti degli alunni con disabilità proprio mentre i bisogni aumentano. Per questo il rinnovo del Protocollo è una misura necessaria e urgente», conclude il presidente di APRI.

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