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Roma- un figlio disabile e lo mandate a scuola privata? Il Comune ha deciso che chi si rivolge alle scuole «paritarie» non avrà più diritto al sostegno per le famiglie. Sta scritto nella bozza di regolamento sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità in esame al Comune.


Il presidente del Comitato regionale dell’Aninsei, l’Associazione nazionale degli istituti non statali di Educazione e di Istruzione, Goffredo Sepiacci critica con fermezza la relazione degli uffici capitolini che accompagna la discussione sulla bozza del nuovo regolamento del Comune di Roma sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità in Commissione Scuola: «In tale impianto normativo non si ravvisa, anzi lo si esclude palesemente, l’obbligo a carico di Roma Capitale di corresponsione di somme alle scuole paritarie per l’istruzione degli alunni disabili». «Così facendo si rischia di tagliare fuori dal servizio educativo per il diritto allo studio, all’autonomia e all’inclusione scolastica, gli alunni e le alunne con disabilità frequentanti le scuole Paritarie all’interno del Comune di Roma».

Aggiunge Sepiacci: «in questo modo si comprime significativamente il diritto all’istruzione dei disabili, le cui famiglie si vedono negare la libertà di scelta tra scuola statale e paritaria». «E’ il diritto allo studio degli alunni disabili che si esprime infatti anche nella facoltà di scelta della struttura educativa cui affidarsi ed è principio inalienabile al quale anche gli enti locali devono assoggettarsi».

Conclude Sepiacci: «Chiediamo al Sindaco del Comune di Roma Roberto Gualtieri di intervenire subito su questa palese discriminazione e di convocare al tempo stesso un tavolo di lavoro allo scopo di migliorare la bozza del nuovo regolamento», conclude Goffredo Sepiacci, «e superare così le disuguaglianze oggi in embrione – non tra scuole statali e scuole paritarie – bensì tra studenti disabili che frequentano le une o le altre».

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