Ascolta articolo
Getting your Trinity Audio player ready...
Tempo di lettura 2 Minuti

Congedo parentale 2026: guida aggiornata su durata, indennità, calcolo e domanda INPS.


Il congedo parentale rappresenta uno dei principali strumenti di tutela per i genitori lavoratori, consentendo di dedicare tempo alla cura dei figli nei primi anni di vita senza perdere il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Dal 2026 sono in vigore importanti novità che ampliano la possibilità di utilizzo del congedo per i lavoratori dipendenti, mentre restano confermate le maggiorazioni economiche introdotte negli anni precedenti.

Come si calcola il congedo parentale

Il congedo parentale può essere richiesto in mesi, giorni o anche in modalità oraria, secondo quanto previsto dalla normativa e dagli accordi collettivi.

Nel calcolo della durata:

  • 30 giorni di congedo corrispondono a un mese;
  • periodi inferiori vengono conteggiati in giorni;
  • se il congedo supera il mese ma non raggiunge un ulteriore mese completo, il periodo residuo viene conteggiato in giorni.

Esempio pratico

  • Dal 1° al 15 aprile: 15 giorni di congedo.
  • Dal 1° aprile al 30 aprile: 1 mese.
  • Dal 1° aprile al 15 maggio: 1 mese e 15 giorni.

Indennità nel 2026

Per i lavoratori dipendenti resta confermato il trattamento economico introdotto dalla Legge di Bilancio 2025.

Entro il sesto anno di vita del figlio (o entro sei anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento), sono indennizzati:

  • i primi tre mesi di congedo all’80% della retribuzione;
  • i successivi sei mesi al 30% della retribuzione;
  • gli eventuali mesi residui non sono generalmente indennizzati, salvo particolari condizioni reddituali previste dalla legge.

L’indennità maggiorata all’80% riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti che possiedono i requisiti previsti dalla normativa.

La novità del 2026: congedo fino ai 14 anni

La principale innovazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda l’estensione del periodo entro cui i lavoratori dipendenti possono utilizzare il congedo parentale.

Dal 2026 il congedo può essere fruito:

  • fino al compimento dei 14 anni del figlio;
  • oppure entro 14 anni dall’ingresso in famiglia nei casi di adozione o affidamento, senza superare la maggiore età.

Restano invariati i limiti massimi complessivi di congedo previsti dal Testo Unico sulla maternità e paternità.

Gestione Separata e lavoratori autonomi

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata e per i lavoratori autonomi non cambiano le regole sull’indennità.

In particolare:

  • continua ad applicarsi l’indennità ordinaria prevista dalla normativa;
  • l’estensione fino ai 14 anni riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti;
  • per gli iscritti alla Gestione Separata il limite ordinario rimane di 12 anni, mentre per i lavoratori autonomi restano valide le specifiche disposizioni previste dal decreto legislativo n. 151/2001.

Come presentare la domanda

La richiesta di congedo parentale deve essere presentata all’INPS prima dell’inizio dell’assenza.

La domanda può essere inoltrata:

  • online tramite il portale INPS;
  • tramite il Contact Center dell’Istituto;
  • con l’assistenza di un Patronato.

L’indennità viene normalmente anticipata dal datore di lavoro in busta paga e successivamente conguagliata con l’INPS, secondo le modalità previste per ciascuna categoria di lavoratori.

In sintesi

Nel 2026 il congedo parentale diventa ancora più favorevole per i lavoratori dipendenti. Oltre alla conferma dei tre mesi indennizzati all’80% della retribuzione entro i primi sei anni di vita del figlio, la possibilità di utilizzare il congedo viene estesa fino ai 14 anni, offrendo alle famiglie una maggiore flessibilità nella gestione dei tempi di cura dei figli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *