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Tre anni fa gli era stata diagnosticata la leucemia. Sinisa Mihajlovic è morto. L’ex calciatore e allenatore serbo è venuto a mancare oggi a Roma, all’età di 53 anni, al termine di una battaglia contro una forma aggressiva di leucemia che lo aveva attaccato da luglio del 2019.

Nato a Vukovar — allora Jugoslavia — da madre croata e padre serbo, era stato uno dei calciatori slavi più vincenti di sempre, oltre che tra i più famosi qui in Italia, paese in cui si era stabilito dopo lo scoppio delle guerre jugoslave.

Fu tra i giocatori della Stella Rossa campione d’Europa e del mondo nel 1991; campione d’Italia e vincitore di una Coppa delle Coppe con la Lazio tra il 1998 e il 2000; quattro volte vincitore della Coppa Italia, due con la Lazio e due con l’Inter, squadra con la quale chiuse la carriera da calciatore nel 2006.

La morte di Sinisa Mihajlovic è la classica notizia che appartiene a quelle categoria che non si vorrebbe mai trattare, ma è doveroso farlo: l’ex allenatore del Bologna stavolta non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia col brutto male che lo tormenta da qualche anno, e ha dunque definitivamente alzato bandiera bianca.

CAPELLO— “Ho avuto la fortuna di incontrarlo in tutti i suoi ruoli, una persona unica, con grandi valori: credeva nella gente, nell’onestà, un uomo vero tutto di un pezzo. Non si piegava, voleva rispetto e dava rispetto”. Fabio Capello ricorda così, a Sky Sport, la figura di Sinisa Mihajlovic. “Mi aveva impressionato la sua semplicità, la sua sincerità. Aver perso un uomo di questo valore è molto grave per il calcio italiano”. Tanti i giocatori allenati dal tecnico serbo che gli sono rimasti legati: “Quando uno è diretto e dice le cose, anche se non piacevoli, capisci il valore di una persona e lui era una di queste. L’amore che hanno dimostrato i giocatori del Bologna mi ha emozionato”.

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ROBERTO MANCINI— “Un giorno che non avrei mai voluto vivere. Ciao Sinisa, amico mio. Hai lottato come un leone, resterai sempre al mio fianco”. Così il ct azzurro Roberto Mancini esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Mihajlovic, compagno di squadra con le maglie di Sampdoria e Lazio e poi collaboratore tecnico ai tempi dell’Inter, scomparso quest’oggi all’età di 53 anni dopo una lunga malattia. “Questo è un giorno che non avrei mai voluto vivere, perché ho perso un amico con cui ho condiviso quasi 30 anni della mia vita, in campo e fuori – le parole di Mancini -. Non è giusto che una malattia così atroce abbia portato via un ragazzo di 53 anni, che ha lottato fino all’ultimo istante come un leone, come era abituato a fare in campo. Ed è proprio così che Sinisa resterà per sempre al mio fianco, anche se non c’è più, come ha fatto a Genova, a Roma e a Milano e successivamente anche quando hanno preso strade diverse”, ha detto il ct azzurro.

TOTTI— “Ciao amico mio, mi mancherai”. Con queste parole postate su Instagram, Francesco Totti saluta Sinisa Mihajlovic, scomparso oggi. Le parole sono accanto a una foto in bianco e nero dei due che si sorridono guardandosi negli occhi

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