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CAIVANO – La Consulta dei Disabili del Comune di Caivano interviene nel dibattito nato attorno alla convenzione tra Comune e ASL per l’utilizzo di una struttura comunale destinata a servizi di screening, prevenzione e Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA), chiedendo una programmazione più ampia e inclusiva per le persone con disturbo dello spettro autistico.

Pur esprimendo pieno sostegno a ogni iniziativa istituzionale volta al potenziamento dell’offerta sanitaria sul territorio, la Consulta richiama l’attenzione su un punto ritenuto fondamentale: i servizi di Neuropsichiatria infantile e un centro dedicato all’autismo svolgono funzioni diverse e non possono essere considerati alternativi.

La questione è emersa durante il Consiglio comunale del 3 giugno, nel corso del quale il confronto politico si è concentrato sulla destinazione della struttura comunale. Da qui la necessità, secondo la Consulta, di chiarire il ruolo dei diversi servizi.

«La Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza si occupa di diagnosi, valutazione clinica, presa in carico e trattamento terapeutico. Un centro per l’autismo, invece, è orientato allo sviluppo delle autonomie, all’inclusione sociale, alla socializzazione e al potenziamento delle competenze quotidiane», sottolinea l’organismo consultivo.

Il progetto del centro diurno

La presidente della Consulta, Mariolina Barattolo, ricorda che negli anni scorsi era stato elaborato un progetto per la realizzazione di un centro diurno destinato a ragazzi e adulti con disturbo dello spettro autistico, individuando anche un immobile comunale inutilizzato ritenuto idoneo dal punto di vista tecnico.

Secondo quanto riferito, il progetto avrebbe ottenuto attenzione anche a livello ministeriale e il supporto tecnico degli uffici competenti.

Da qui l’interrogativo posto dalla Consulta: perché nel dibattito attuale l’attenzione si è concentrata esclusivamente sul servizio sanitario di Neuropsichiatria senza sviluppare parallelamente l’ipotesi del centro diurno per l’autismo?

I punti ancora da chiarire

L’organismo evidenzia inoltre la necessità di maggiori dettagli sulla convenzione approvata, in particolare per quanto riguarda:

  • la distribuzione degli spazi all’interno della struttura;
  • le figure professionali coinvolte;
  • le attività che saranno svolte;
  • le fasce d’età destinatarie dei servizi.

Elementi che, secondo la Consulta, risultano essenziali per comprendere l’effettiva portata dell’intervento.

Il tema degli adolescenti e degli adulti autistici

Pur riconoscendo l’importanza strategica dei servizi di salute mentale e neuroevolutiva per l’età evolutiva, la Consulta richiama l’attenzione sulle esigenze degli adolescenti e degli adulti con disturbo dello spettro autistico, spesso privi di adeguate opportunità territoriali dopo il percorso scolastico.

«Il passaggio alla maggiore età rappresenta una fase particolarmente delicata: terminano molti servizi legati alla scuola e non sempre esistono valide alternative sul territorio», evidenzia la Consulta.

In quest’ottica, un centro diurno viene considerato non soltanto un presidio assistenziale, ma un vero e proprio luogo di crescita, capace di offrire laboratori, percorsi di autonomia personale, attività di socializzazione, orientamento lavorativo e sostegno alle famiglie.

L’appello alle istituzioni

La Consulta conclude con un invito ad ampliare il confronto istituzionale coinvolgendo famiglie, associazioni e organismi rappresentativi, nella convinzione che solo una rete integrata di servizi possa garantire risposte efficaci lungo tutto il percorso di vita della persona.

«Le esigenze di cura sanitaria e quelle di inclusione sociale non sono alternative, ma complementari. Solo un approccio integrato può garantire davvero che nessuno venga lasciato indietro», è il messaggio finale lanciato dalla Consulta dei Disabili di Caivano.

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