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Il bullismo è un fenomeno che continua a colpire moltissimi giovani, manifestandosi attraverso violenze fisiche, psicologiche e verbali, che spingono la vittima all’isolamento e ad un mortificante silenzio. Negli ultimi anni, con l’avvento dei social network e degli smartphone, questa piaga ha aggiunto alla forma della costrizione “fisica” tradizionale e delle prese in giro, quella legata al cyberbullismo, un pericolo subdolo, perchè non si esaurisce tra le mura scolastiche ma insegue i ragazzi fin dentro le loro case, amplificato dalla viralità del web e dall’anonimato che la rete spesso garantisce a soggetti dai comportamneti deprecabili.

Per affrontare con decisione questa situazione e migliorare concretamente la propria condizione, il primo e più importante consiglio, per chi subisce bullismo, è quello di rompere il silenzio, parlandone immediatamente con un adulto di fiducia: un genitore, un insegnante o uno psicologo scolastico, perché tenersi tutto dentro non fa che aumentare il potere dei bulli.

In secondo luogo, è fondamentale comprendere che la colpa non è mai della vittima, liberandosi da inutili sensi di inadeguatezza o di vergogna, poiché l’azione del bullo deriva solo da sue profonde insicurezze ed evidenti fragilità personali, spesso da un livello di rozzezza culturale e insipienza morale.

Il terzo suggerimento consiste nel mantenere la calma e non reagire con ulteriore violenza, dal momento che i provocatori cercano proprio una reazione emotiva o rabbiosa per alimentarsi; mostrare indifferenza o rispondere con fermezza e distacco può smontare i loro intenti.

Come quarto punto, soprattutto nel contesto digitale, è vitale raccogliere e conservare le prove dei soprusi, facendo screenshot di messaggi, commenti offensivi o chat, che potranno essere utilizzati in seguito per dimostrare i fatti alle autorità o ai responsabili della piattaforma.

Il quinto consiglio è quello di bloccare e segnalare immediatamente i profili dei cyberbulli sui vari canali social, limitando la loro possibilità di accesso alle informazioni personali tramite il restringimento della privacy dei propri account.

Come sesta strategia, si suggerisce di evitare di restare da soli nei momenti o nei luoghi più a rischio, cercando invece la compagnia di amici fidati, dato che i bulli tendono a colpire quasi sempre quando la vittima è isolata e vulnerabile.

Il settimo passo fondamentale è coltivare attivamente nuove amicizie e passioni al di fuori dell’ambiente in cui avvengono le molestie, frequentando corsi di sport, teatro o arte, che aiutino a distogliere la mente dal problema e a frequentare ambienti sani e stimolanti. Questo aiuta a coltivare autostima, a conoscere gente nuova, capace di darti alternative nella frequentazione di persone.

L’ottavo consiglio punta sul lavorare costantemente sulla propria autostima, ricordando a se stessi il proprio valore, unico e irripetibile, non permettendo mai alle parole crudeli degli altri di definire la propria identità.

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