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La denuncia arriva in redazione tramite una lunga email firmata dal sig. Claudio Scaglia, che racconta un episodio avvenuto il 18 maggio 2024 presso la stazione ferroviaria di Bolzano e che solleva interrogativi sull’accessibilità e sull’organizzazione dei servizi di assistenza ai passeggeri a mobilità ridotta.


Bolzano – Un viaggio turistico in treno si sarebbe trasformato in una lunga attesa di quasi sei ore all’interno della stazione ferroviaria di Bolzano per un cittadino con disabilità motoria che si sposta in sedia a rotelle. È quanto si legge nella segnalazione inviata alla nostra redazione dal sig. Claudio Scaglia, che ricostruisce una giornata iniziata senza difficoltà e conclusasi, invece, con il rientro posticipato e una prolungata permanenza in stazione in assenza di assistenza immediata.

Secondo quanto riportato nella lettera, il passeggero avrebbe raggiunto Bolzano in mattinata da Verona Porta Nuova senza criticità, trovando condizioni di accesso adeguate sia in partenza sia in arrivo. Le difficoltà sarebbero sorte nel momento del rientro serale, quando – sempre secondo il racconto – i treni disponibili non risultavano attrezzati per l’accesso autonomo di persone in carrozzina.

Il passeggero afferma di essersi rivolto al servizio di assistenza clienti presente in stazione, venendo informato della necessità di prenotare l’assistenza con largo anticipo e della gestione del servizio tramite la cosiddetta “Sala Blu” di Verona, con preavviso di 48 ore. Una circostanza che, se confermata, avrebbe impedito l’attivazione di un supporto immediato.

Nel frattempo, sempre secondo la segnalazione, sarebbero emerse ulteriori criticità legate alla reperibilità telefonica dei servizi di assistenza e alla chiusura progressiva dei servizi presenti in stazione nelle ore serali, inclusi esercizi commerciali e servizi igienici.

Il racconto evidenzia inoltre la presenza di personale addetto all’assistenza ai passeggeri con disabilità giunto successivamente in stazione, ma non utilizzabile in quel frangente per ragioni organizzative e logistiche legate ai tempi di viaggio e agli spostamenti dei familiari.

La segnalazione si chiude con un’ulteriore osservazione relativa alle infrastrutture ferroviarie, in particolare alla non perfetta corrispondenza tra banchina e accesso del convoglio in alcune stazioni, condizione che – secondo quanto riportato – renderebbe complesso l’utilizzo autonomo del treno da parte di persone in carrozzina.

La vicenda, al momento, rappresenta esclusivamente la versione del passeggero e non risulta accompagnata da una replica ufficiale da parte di Trenitalia o di Rete Ferroviaria Italiana.

Il caso riporta al centro dell’attenzione il tema dell’accessibilità del trasporto ferroviario e dell’effettiva disponibilità dei servizi di assistenza nelle stazioni, soprattutto in orari serali o in contesti in cui la pianificazione anticipata non è possibile.

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