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Crotone – Messo a sedere su un banco faccia al muro e con le spalle rivolte alla maestra e ai compagni, tutto questo è accaduto a un bambino disabile nella scuola «Montessori» di Crotone.

A scoprire tutto questo  è stato il padre, che esigendo spiegazioni per  il singolare modo di fare si è sentito dire che era «un esperimento della maestra di sostegno».


Secondo i quotidiani locali,  l’uomo si è rivolto dunque al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale, che ha contattato il dirigente scolastico, il quale gli ha informato di essere stato avvisato nel frattempo e di avere avviato le procedure previste per sanzionare i responsabili.

Tutto questo è stato scoperto  un giorno che,  il bambino stava in quella strnst posizione.

L’uomo ha immaginato che fosse un gesto del momento.

Ma poi sì è accorto che ogni volta che stava per entrare  in classe, il figlio prendeva sempre la stessa posizione, seduto al banco faccia al muro e le spalle rivolte ai compagni ed alle maestre.

L’uomo  ha chiesto spiegazioni alle maestre e si è sentito replicare che era «un esperimento della maestra di sostegno»

. Il padre del bambino ha quindi deciso di interessare il Garante per l’infanzia, che si è subito attivato.

«Degli accadimenti – ha affermato Marziale – relazionerò alle autorità competenti, magistratura minorile in primo luogo, perché non è tollerabile che un santuario della tutela e della formazione dei nostri bambini divenga, invece, luogo di tortura. I genitori hanno il diritto di essere sicuri che i figli sono custoditi con amore. Chi non è in grado di garantire questa sicurezza, cambi mestiere».

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«È una vicenda molto grave», affermano in una nota, il deputato M5s Francesco Sapia, della commissione Affari sociali, e la senatrice 5stelle Bianca Laura Granato, segretaria della commissione Istruzione pubblica e Beni culturali. «Preso atto – proseguono i due parlamentari – della solerzia con cui il preside dell’istituto ha assicurato l’avvio di un procedimento disciplinare e riconosciuto l’interessamento della dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Crotone, Rosanna Barbieri, si tratta in ogni caso di un episodio inammissibile, reso ancora più sconcertante dal fatto che coinvolge una maestra di sostegno, invece chiamata, intanto per legge, all’aiuto dei minori con disabilità».

Un pensiero su “Bambino disabile, messo a sedere faccia al muro: Le maestre replicano: « era un esperimento della maestra di sostegno»”
  1. io, essendo disabile, anzianotta, sono cresciuta in vari istituti in cui mettere al muro i bambini era prassi quotidiana per umiliarli. Una pratica usata sopratutto al 12 Stelle della Caritas a Cesenatico. Li i bimbi non erano disabili ma avevano solo bisogno di tanto amore. Invece ricevevano solo umiliazioni giorno dopo giorno. Mi si stringe il cuore che questa prassi venga ancor oggi usata per umiliare un bambino che avrà delle capacità diverse dagli altri ma sempre straordinarie. Spero che “l’insegnante di sostegno” venga espulsa dal suo ruolo e non possa mai più lavorare con bambini.

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