|
Ascolta articolo
Getting your Trinity Audio player ready...
|
NOLA – Un episodio che solleva interrogativi sull’inclusione scolastica e sul rispetto dei diritti degli alunni con disabilità. A denunciarlo sono la madre di un bambino con disturbo dello spettro autistico e l’associazione Autismo Movimento Campania, che hanno deciso di rendere pubblica una vicenda avvenuta durante la recita di fine anno in un plesso di un Istituto Comprensivo Statale dell’area nolana.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, il piccolo, iscritto all’ultimo anno della scuola dell’infanzia e parte integrante del gruppo dei bambini pronti a concludere il proprio percorso scolastico, sarebbe stato escluso dal momento celebrativo dedicato ai compagni “uscenti”. Invece di partecipare alla cerimonia insieme ai coetanei, il bambino sarebbe stato inserito nel gruppo dei bambini più piccoli.
Una scelta che la madre considera profondamente ingiusta e discriminatoria. Alla base della decisione, secondo la denuncia, vi sarebbe stata una mancanza di fiducia nelle capacità del bambino e la convinzione che non fosse in grado di prendere parte all’evento come gli altri compagni.
«Mio figlio ha lo stesso identico diritto di tutti gli altri bambini di sorridere, partecipare ed essere parte del gruppo classe dei grandi», afferma la donna. «Vederlo messo da parte e associato ai bambini più piccoli, solo perché qualcuno non ha creduto in lui e nelle sue capacità, rappresenta una ferita inaccettabile. L’autismo non può e non deve mai diventare un motivo di esclusione».
L’associazione Autismo Movimento Campania ha espresso pieno sostegno alla famiglia, definendo l’episodio un caso di emarginazione che merita attenzione e approfondimento. L’obiettivo della denuncia pubblica, spiegano i promotori dell’iniziativa, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni scolastiche sull’importanza di una reale inclusione degli alunni con disabilità.
La vicenda riaccende il dibattito sul tema dell’inclusione nelle scuole e sulla necessità di garantire a tutti gli studenti pari opportunità di partecipazione alla vita scolastica, senza distinzioni legate alle proprie condizioni personali o alle fragilità individuali.
La famiglia e l’associazione auspicano ora che vengano chiarite le responsabilità dell’accaduto e che episodi simili non abbiano più a ripetersi.