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Negli ultimi anni il numero delle diagnosi di Disturbo dello spettro autistico è aumentato in modo significativo. Non solo tra i bambini, ma anche tra gli adulti. Sempre più persone arrivano a una diagnosi dopo i venti, trenta o persino quarant’anni, spesso dopo una lunga storia di difficoltà sociali, emotive o lavorative mai pienamente comprese.

Tra i casi in aumento emergono in particolare le donne, che per molto tempo sono state sottodiagnosticate. Oggi la ricerca scientifica sta mettendo in luce come l’autismo femminile possa manifestarsi in modo diverso rispetto ai modelli tradizionali su cui si basavano i criteri diagnostici.

Diagnosi tardive: un fenomeno globale

Negli ultimi due decenni, la prevalenza dell’autismo è cresciuta in molti Paesi. Negli Stati Uniti, ad esempio, le diagnosi tra i giovani adulti tra i 26 e i 34 anni sono aumentate del 452% tra il 2011 e il 2022. In Italia, le stime parlano di circa un bambino su 77 nello spettro autistico, mentre complessivamente si calcola che l’1% della popolazione adulta viva nello spettro.

Gli specialisti sottolineano che l’aumento non significa necessariamente che il disturbo sia diventato più comune, ma riflette una maggiore consapevolezza, strumenti diagnostici più precisi e la capacità di riconoscere forme più lievi o ad alto funzionamento. Molti adulti diagnosticati oggi avevano già manifestato caratteristiche dello spettro durante l’infanzia, ma queste non erano state riconosciute. Solo più tardi, spesso dopo periodi di forte stress, ansia o depressione, arrivano a una valutazione specialistica.

L’autismo femminile: sintomi meno evidenti

Uno degli aspetti più studiati riguarda le donne nello spettro autistico. Per decenni l’autismo è stato considerato prevalentemente maschile, perché i criteri diagnostici si basavano soprattutto su osservazioni cliniche nei bambini maschi.

Oggi si sa che nelle donne i segnali possono essere più sottili o mascherati, rendendo la diagnosi più difficile. Uno dei fenomeni più comuni è il camuffamento sociale, noto anche come masking. Molte ragazze e donne imparano fin da giovani a imitare i comportamenti sociali degli altri per adattarsi meglio ai contesti quotidiani. Possono osservare attentamente le persone, copiare espressioni facciali o gesti, preparare mentalmente frasi da usare nelle conversazioni o studiare il linguaggio del corpo degli altri.

Questo sforzo costante consente loro di apparire integrate, ma comporta spesso forte affaticamento mentale, ansia e burnout sociale.

Sintomi frequenti nelle donne nello spettro autistico

Le caratteristiche più comuni riscontrate nelle donne includono:
• Difficoltà sociali sottili: problemi nell’interpretare ironia, sarcasmo o doppi sensi; sentirsi “fuori posto” nei gruppi sociali; difficoltà a mantenere amicizie nel tempo.
• Interessi intensi e focalizzati: libri, musica, psicologia, animali o serie TV; la differenza sta nell’intensità e nella profondità dell’interesse.
• Ipersensibilità sensoriale: rumori forti, luci intense, ambienti affollati o tessuti sulla pelle possono causare disagio e sovraccarico sensoriale.
• Bisogno di routine e prevedibilità: i cambiamenti improvvisi generano ansia o stress, mentre la pianificazione aiuta a mantenere controllo e sicurezza.
• Elevata empatia emotiva: grande sensibilità verso le emozioni altrui, ma difficoltà a gestire le dinamiche sociali.
• Problemi psicologici associati: ansia, depressione, disturbi alimentari e burnout autistico, spesso legati alla diagnosi tardiva e allo sforzo di adattamento costante.

Diagnosi tardiva: conseguenze e opportunità

Quando l’autismo non viene riconosciuto durante l’infanzia o l’adolescenza, molte persone crescono senza comprendere pienamente le proprie difficoltà. Questo può favorire lo sviluppo di problemi psicologici associati, come ansia, depressione o disturbi alimentari.

Negli ultimi anni, il concetto di “burnout autistico” ha preso piede tra gli specialisti, descrivendo l’esaurimento mentale ed emotivo dovuto allo sforzo costante di adattarsi alle aspettative sociali.

Ricevere una diagnosi in età adulta rappresenta però anche un momento di sollievo: comprendere il proprio funzionamento neurologico permette di rileggere esperienze passate, di sviluppare strategie più efficaci e di accedere a supporto psicologico e sociale.

La sfida per i servizi sanitari

In Italia, molti centri dedicati all’autismo sono ancora focalizzati sull’età evolutiva, mentre l’assistenza agli adulti resta limitata. L’aumento delle diagnosi tardive impone un ampliamento dei servizi, con percorsi che includano:
• sostegno psicologico e counseling
• orientamento e inclusione lavorativa
• programmi di autonomia e socializzazione

L’attenzione crescente verso l’autismo femminile è un passo fondamentale per una comprensione più completa dello spettro e delle sue diverse manifestazioni. Per molte donne, ricevere una diagnosi non è soltanto un’etichetta clinica: è la chiave per capire finalmente se stesse.

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