|
Ascolta articolo
Getting your Trinity Audio player ready...
|
Roma, 7 giugno 2025 – L’INPS ha aggiornato le regole per l’assegno di invalidità 2025, introducendo nuove condizioni che potrebbero portare alla riduzione o alla revoca del beneficio. Migliaia di cittadini potrebbero essere coinvolti, soprattutto in caso di mancato rispetto degli obblighi o di miglioramento delle condizioni di salute.
Ecco l’elenco completo e aggiornato dei casi in cui l’INPS può sospendere, ridurre o cancellare l’assegno di invalidità.
Quando l’INPS può revocare o ridurre l’assegno di invalidità?
1. Miglioramento delle condizioni di salute
L’INPS può riesaminare la posizione del beneficiario se ci sono segnali di miglioramento clinico. Se le visite di controllo confermano una riduzione della percentuale di invalidità sotto la soglia minima (attualmente il 67%), l’assegno viene ridotto o revocato.
2. Mancata presentazione alle visite di revisione
I beneficiari sono tenuti a presentarsi alle visite mediche di accertamento quando richiesto dall’INPS. In caso di assenza ingiustificata, l’istituto può sospendere l’erogazione dell’assegno.
3. Redditi superiori ai limiti
L’assegno di invalidità è legato a requisiti reddituali. Se il beneficiario supera i limiti ISEE stabiliti (che per il 2025 sono in fase di aggiornamento), l’INPS può ridurre o annullare il beneficio.
4. False dichiarazioni o frodi
Se emerge che l’invalidità è stata dichiarata in modo fraudolento (con documenti falsi o simulazioni), l’INPS non solo revoca l’assegno, ma può anche avviare azioni legali per il recupero delle somme indebitamente percepite.
5. Morte del beneficiario
Naturalmente, in caso di decesso, l’erogazione dell’assegno cessa immediatamente. I familiari, però, potrebbero avere diritto a pensioni di reversibilità se sussistono i requisiti.
6. Lavoro senza comunicazione all’INPS
Alcuni beneficiari potrebbero svolgere attività lavorativa non compatibile con il loro grado di invalidità. Se l’INPS accerta che il lavoro svolto è in contrasto con la condizione dichiarata, può sospendere il pagamento.
Cosa fare se l’assegno viene revocato o ridotto?
I cittadini che ricevono una comunicazione di revoca o riduzione possono:
– Fare ricorso entro 60 giorni dalla notifica
– Presentare nuova documentazione medica che attesti l’invalidità
– Verificare eventuali errori nella valutazione dell’INPS
L’INPS sta intensificando i controlli per evitare abusi e garantire che l’assegno di invalidità arrivi solo a chi ne ha realmente diritto. Per non rischiare la sospensione, è fondamentale rispettare gli obblighi di visita, comunicare variazioni reddituali e aggiornare la propria situazione clinica in caso di miglioramento.
Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito ufficiale dell’INPS (https://www.inps.it) o rivolgersi a un patronato.
Articolo a cura della Redazione – Tutti i diritti riservati