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Roma, 29 aprile 2026 – Più garanzie nelle decisioni, ma senza rallentare gli interventi a tutela dei minori. È questa, in sintesi, la posizione espressa dal Forum delle Associazioni Familiari nella memoria presentata durante l’audizione del 28 aprile presso la Commissione Giustizia del Senato sul disegno di legge n. 1831, che interviene sui provvedimenti di allontanamento dei minori dal nucleo familiare.
Il provvedimento punta a rafforzare le tutele procedurali, introducendo come passaggio ordinario la consulenza tecnica d’ufficio (CTU) prima di disporre l’allontanamento, con l’obiettivo di rendere le decisioni più motivate e trasparenti. Una misura che il Forum accoglie positivamente nelle intenzioni, ma che – avverte – rischia di produrre effetti controproducenti se non accompagnata da correttivi.
“L’allontanamento deve restare una extrema ratio”
Al centro della posizione del Forum c’è un principio chiaro: ogni minore ha diritto a crescere in una famiglia. L’allontanamento, pur necessario in alcuni casi, rappresenta sempre una scelta ad alto impatto e deve essere adottato solo quando ogni altra soluzione di sostegno alla famiglia di origine risulti impraticabile.
Secondo le associazioni, l’affidamento familiare non dovrebbe essere interpretato come una soluzione definitiva, ma come uno strumento temporaneo e “rigenerativo”, capace di ricostruire relazioni compromesse.
Il nodo dei tempi: “Rischio attese dannose per i minori”
Tra le principali criticità segnalate, il fattore tempo. L’introduzione della CTU come passaggio generalizzato, in assenza di scadenze precise, potrebbe allungare i tempi decisionali. Un elemento che, secondo il Forum, rischia di aggravare situazioni già fragili.
“Per un minore, vivere a lungo in condizioni di incertezza o in contesti familiari inadeguati compromette la possibilità di costruire legami stabili”, si legge nella memoria. Ritardi nelle decisioni potrebbero inoltre incidere negativamente sui percorsi di affido, che necessitano di progettualità chiare e tempi definiti.
Oltre la lettura clinica del disagio
Un altro punto critico riguarda il possibile sbilanciamento verso una valutazione di tipo sanitario nelle consulenze tecniche. Il Forum sottolinea come molte difficoltà genitoriali non siano legate a patologie, ma a fragilità sociali ed educative, spesso reversibili con adeguati interventi di supporto.
Una lettura esclusivamente clinica, avverte il documento, rischia di orientare più facilmente verso l’allontanamento, anziché verso percorsi di accompagnamento e recupero delle competenze genitoriali.
Affido sotto pressione
La memoria richiama anche l’attenzione sulla sostenibilità del sistema dell’affidamento familiare. Già oggi, evidenzia il Forum, si registrano carenze di famiglie disponibili e un crescente carico emotivo per chi accoglie.
Un aumento o un ritardo nei provvedimenti di allontanamento potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, mettendo sotto stress una rete che si fonda in larga parte sulla disponibilità volontaria delle famiglie.
Le proposte: più equilibrio e multidisciplinarietà
Per migliorare il testo del disegno di legge, il Forum avanza alcune proposte operative: criteri più flessibili per l’applicazione della CTU, tempi certi per le consulenze, maggiore integrazione tra competenze sanitarie, sociali ed educative, e un’esplicita priorità agli interventi di sostegno alla famiglia di origine.
Tra le richieste anche il rafforzamento della rete delle famiglie affidatarie e una maggiore attenzione alla sostenibilità dei percorsi di accoglienza.
Un equilibrio delicato
Il messaggio finale è un invito al legislatore a mantenere un equilibrio tra protezione del minore, valorizzazione della famiglia di origine e sostegno all’affido.
“L’intervento pubblico – sottolinea il Forum – non deve sostituire le relazioni familiari, ma accompagnarle e rafforzarle quando necessario”.
Il dibattito parlamentare sul disegno di legge proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di trovare una sintesi tra esigenze di tutela, garanzie procedurali e tempestività degli interventi.