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Roma, dicembre 2025 – Con l’avvicinarsi del nuovo anno fiscale, migliaia di associazioni e organizzazioni non profit si preparano a partecipare al 5×1000 dell’Irpef, una delle principali forme di sostegno pubblico al Terzo Settore. Il 2026 rappresenta un anno particolarmente significativo, perché segna il definitivo consolidamento del sistema basato sul Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e il superamento dell’Anagrafe delle ONLUS.
Il 5×1000 consente ai contribuenti di destinare una quota della propria imposta sul reddito a enti che svolgono attività di interesse generale, senza alcun costo aggiuntivo. Per le associazioni, essere accreditate significa poter ricevere risorse fondamentali per finanziare progetti sociali, culturali, educativi e solidali.
Possono accreditarsi al 5×1000 nel 2026 gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, comprese le Organizzazioni di Volontariato e le Associazioni di Promozione Sociale, le ONLUS che confluiscono nel RUNTS, le Associazioni Sportive Dilettantistiche in possesso dei requisiti previsti dalla legge, nonché gli enti di ricerca scientifica e sanitaria e altri soggetti ammessi dalla normativa vigente.
Dal 1° gennaio 2026 l’Anagrafe delle ONLUS viene definitivamente superata. Le ONLUS che intendono continuare a beneficiare del 5×1000 devono quindi iscriversi al RUNTS e acquisire la qualifica di Ente del Terzo Settore. In assenza di questo passaggio, non sarà possibile partecipare al riparto delle somme.
Per le associazioni che si accreditano al 5×1000 per la prima volta, la procedura passa dal RUNTS. L’ente deve essere regolarmente iscritto al Registro e, in sede di iscrizione, selezionare l’opzione che indica la volontà di accreditarsi al 5×1000, inserendo un IBAN intestato all’associazione sul quale ricevere i contributi. Tutta la procedura avviene in modalità telematica tramite il portale RUNTS, con accesso tramite SPID, CIE o CNS.
Può accadere che un ente, al momento della prima iscrizione al RUNTS, non abbia richiesto l’accreditamento al 5×1000. In questi casi è comunque possibile rimediare. Gli ETS, comprese ODV e APS, già iscritti al RUNTS possono accedere nuovamente alla piattaforma e presentare un’istanza di variazione dei dati, selezionando l’opzione di accreditamento al 5×1000 e indicando o confermando l’IBAN. La variazione deve essere trasmessa entro il termine ordinario di accreditamento, generalmente fissato nella prima decade di aprile dell’anno di riferimento. Non si tratta di una nuova iscrizione, ma di un aggiornamento dei dati dell’ente.
Se la variazione non viene presentata entro la scadenza ordinaria, è normalmente prevista una finestra di accreditamento tardivo entro il mese di settembre, con il pagamento di una sanzione amministrativa. In assenza di accreditamento, ordinario o tardivo, l’ente non potrà partecipare al riparto del 5×1000 per il 2026, anche se regolarmente iscritto al RUNTS.
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche seguono una procedura distinta rispetto agli ETS. Possono accedere al 5×1000 se svolgono attività di interesse sociale, come la promozione dello sport giovanile o l’inclusione di soggetti svantaggiati. L’istanza viene presentata attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate, spesso con il supporto di intermediari abilitati.
Per il 2026, le principali scadenze da tenere in considerazione sono il 31 marzo, termine entro cui le ONLUS devono completare l’iscrizione al RUNTS, la prima decade di aprile per l’accreditamento ordinario al 5×1000 o per la variazione dei dati, e il mese di settembre come possibile termine per l’accreditamento tardivo con sanzione.
Il 5×1000 rappresenta una risorsa importante per il non profit italiano, ma l’accesso al beneficio richiede attenzione alle procedure e alle scadenze. Verificare per tempo la propria posizione nel RUNTS e l’avvenuta selezione del 5×1000 è oggi un passaggio fondamentale per non perdere un’opportunità di finanziamento che può incidere in modo significativo sulla continuità e sullo sviluppo delle attività associative.