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di Giuseppe Musto
ROMA – “Una legge qualsiasi non basta”. È questo il messaggio lanciato dall’Associazione Luca Coscioni in vista del 3 giugno, data in cui il Senato sarà chiamato a discutere le proposte sul fine vita. L’associazione chiede che la votazione avvenga sulla legge di iniziativa popolare “Eutanasia Legale”, sostenuta da oltre 70mila firme raccolte in tutta Italia.

Secondo l’organizzazione, il testo promosso dal Governo rappresenterebbe un passo indietro rispetto ai diritti già riconosciuti negli ultimi anni attraverso sentenze e normative sul testamento biologico e sull’aiuto medico alla morte volontaria. Critiche vengono rivolte anche alla proposta a prima firma Bazoli, giudicata troppo restrittiva nelle condizioni previste per accedere al suicidio assistito.

La proposta “Eutanasia Legale”, invece, punta a consolidare e ampliare le tutele esistenti. Tra i punti centrali del testo vi è la possibilità che sia il medico, e non soltanto il paziente, a somministrare il farmaco letale. Inoltre, la legge consentirebbe l’accesso alla procedura anche ai malati terminali non dipendenti da trattamenti sanitari, ma affetti da sofferenze ritenute irreversibili e intollerabili.

Per l’Associazione Luca Coscioni, il dibattito parlamentare rappresenta un passaggio decisivo per garantire libertà di scelta e autodeterminazione alle persone che vivono condizioni di sofferenza estrema. “Sul fine vita non serve un compromesso al ribasso – sostengono i promotori – ma una norma capace di tutelare davvero chi chiede di poter decidere in modo libero e consapevole sul proprio corpo e sulla propria vita”.

Il confronto politico si preannuncia acceso e divisivo. Da una parte le forze che chiedono una regolamentazione più ampia del fine vita, dall’altra chi teme derive etiche e giuridiche legate all’eutanasia. Il 3 giugno potrebbe dunque segnare una data cruciale nel lungo percorso legislativo italiano sui diritti di fine vita.

Il 3 giugno il Parlamento sarà chiamato non solo a discutere una legge, ma a decidere quale idea di dignità, libertà e autodeterminazione riconoscere alle persone nel momento più difficile della loro vita.

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