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Due grandi cortei in mattinata. L’Anpi sfila dall’Ardeatino fino a Porta San Paolo con sindacati, associazioni, partiti e con il sindaco Gualtieri. A Centocelle si ritrovano le realtà di base e centri sociali. Le altre associazioni partigiane si radunano a Torre Argentina con la comunità ucraina e la quella ebraica

La Festa della Liberazione si divide in diverse piazze della Capitale. Due i cortei antifascisti e pacifisti per il 25 Aprile. Il più grande è quello dell’Anpi con sindacati, associazioni, Ong e partiti del centro-sinistra che sfilerà dall’Ardeatina e Porta San Paolo dove sul palco è previsto l’intervento del sindaco Roberto Gualtieri.

A Centocelle saranno in piazza, invece, le realtà di base, comitati e centri sociali. Le altre associazioni partigiane e l’associazione Ucraini in Italia, con l’adesione di +Europa e Azione, si ritroveranno alla manifestazione a Torre Argentina per la «resistenza ucraina». Tre gli appuntamenti programmati, invece, della Comunità Ebraica di Roma: a Porta San Paolo, a seguire al museo di Via Tasso e infine a Torre Argentina.

 

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«Sarà un evento pacifico, unitario e di massa». Ne è convinto il presidente dell’Anpi di Roma, Fabrizio De Sanctis che lancia segnali di distensione sul corteo che dopo due anni di blocco per la pandemia, torna a sfilare. «Sarà un grande 25 aprile – ribadisce – Partiremo da largo Bompiani e attraverseremo i luoghi della Resistenza fino a porta San Paolo, dove ci saranno i consueti interventi sul palco».

Sono decine le sigle delle associazioni, Ong delle organizzazioni sindacale e politiche che parteciperanno alla manifestazione. Sul palco molti gli interventi: a portare i saluti istituzionali il sindaco Roberto Gualtieri e Alessio D’Amato, assessore alla Sanità in rappresentanza della Regione. E poi Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, per Cgil, Cisl e Uil. E i partigiani Gastone Malaguti, della Settima Brigata Gap Garibaldi a Bologna, Mario Fiorentini, pluridecorato comandante dei Gap centrali di Roma «Gramsci» e «Pisacane» e ufficiale di collegamento dell’OSS.

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Domani sarà il 77 mo anniversario della Liberazione che verrà ricordata in tante piazze italiane con migliaia di appuntamenti. Un data che in questi giorni assume anche un significato più ampio come dimostra il forte richiamo pronunciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «nella ricorrenza della data che mise fine alle ostilità sul territorio italiano, viene un appello alla pace. Alla pace non ad arrendersi di fronte alla prepotenza. Fu un’esperienza terribile; che sembra dimenticata, in queste settimane, da chi manifesta disinteresse per le sorti e la libertà delle persone, accantonando valori comuni su cui si era faticosamente costruita, negli ultimi decenni, la convivenza pacifica tra i popoli».

E sarà proprio il Presidente Mattarella ad aprire la giornata alle 9, con l’omaggio al Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria.

Il Presidente, alle 11, sarà ad Acerra «città che fu profondamente segnata dai combattimenti e dalle rappresaglie delle truppe naziste». Infatti tra il primo e il 3 ottobre del 1943, dopo la mobilitazione di contadini e famiglie alle deportazioni di alcuni uomini da parte delle truppe nazifasciste, i tedeschi reagirono con la ferocia che segnò le varie rappresaglie lungo la ritirata: 88 morti accertati, ma vi furono altri dispersi, un massacro firmato dal reggimento  .

Anche a Milano un fitto calendario di appuntamenti in programma per «Milano è memoria». Il Comune ha anticipato che le iniziative sono « nel segno dei valori di libertà e di pace», che ora «assumono un particolare significato per la guerra in Ucraina che sta funestando l’Europa».

L’evento più atteso è il corteo che partirà alle 14.30 da corso Venezia, angolo via Palestro, per concludersi in Duomo, dove interverranno esponenti dell’Anpi, il sindaco Beppe Sala e una rappresentante della comunità ucraina.

A Napoli il sindaco Gaetano Manfredi e il professor Guido D’Agostino parteciperanno alla deposizione della corona al monumento a Salvo D’Acquisto in onore ai caduti per la Commemorazione del 77° Anniversario della Liberazione, in piazza Carità, alle ore 9,00.

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Torino celebra il 25 aprile, data simbolo della rinascita del Paese nel suo 77esimo anniversario, con un ricco calendario di eventi e uno speciale appuntamento: Palazzo Civico sarà illuminato con i volti dei partigiani e le immagini della Resistenza. La narrazione prende vita con la proiezione di «XXV Aprile – Voci e immagini della Liberazione», costruita sull’alternanza di sequenze di filmati storici e di letture di preziose testimonianze cui fanno da sfondo fotografie e grafiche che raccontano quei giorni.

Sulla facciata di Palazzo di Città i torinesi potranno rivivere tramite i ‘video mapping’ gli avvenimenti che scandirono le giornate dell’insurrezione e della Liberazione. Momenti di storia rivisitati dal pluripremiato direttore della fotografia Luca Bigazzi, che ha collaborato con grandi registi italiani tra cui Gianni Amelio e Paolo Sorrentino. Il racconto di quelle giornate di riscatto, dopo gli anni della dittatura e della guerra, si dipanerà attraverso parole, immagini e suoni. A essere protagonisti del progetto i giovani torinesi. Saranno le letture degli allievi della scuola per attori del Teatro Stabile di Torino a dare la voce a chi ha dato la vita per abbattere il regime, a cui si alterneranno le immagini di una città che tra le macerie dei bombardamenti rende omaggio ai suoi partigiani. Altri studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti e del Conservatorio Giuseppe Verdi daranno forza visiva e sonora al ricordo. La piazza, cuore della città per la Festa della Liberazione, si trasformerà in una ideale cassa di risonanza dei suoni della memoria, ma con uno sguardo rivolto al futuro.

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